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l'archivio dei mondi

 Ecco una bozza di racconto scritta a quattro mani con un amico..... ribadisco che si tratta di una bozza, forse prima o poi faremo il vero lavoro, ma non ci conterei troppo. io e lui insieme riusciamo a formare la più formidabile coppia di pigri del creato.

 

 

L’archivio dei mondi

 

 

S. M. Canobbio

C. A. Ciotti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pioggia, improvvisa, si rovesciava sulla città formando vivaci rivoletti che si incontravano e fondevano, per poi buttarsi nel fiume li vicino ed andarsene chissà dove. La sigaretta bruciava umidiccia sotto il temporale, le mani cercavano riparo nelle tasche del lungo impermeabile, i capelli agitati dal vento, e non ancora completamente zuppi di pioggia, gettavano gli ultimi riflessi dorati al giorno; la notte s’inoltrava veloce.

Un velo di malinconia scendeva sugli scuri occhi mentre i piedi rompevano i rivoli d’acqua, formando onde crespe sotto il marciapiede. Un pensiero nostalgico alle lande natie; ma uno più urgente all’angolo… dei passi frettolosi, echeggiavano, minacciosamente.  Si voltò di scatto: i palazzi ed il ponte sul fiume ingigantivano le loro ombre con il crepuscolo…

E’ una serata di malinconia, -

Alzò il collo fradicio dell’impermeabile, sputò il mozzicone ormai spento e riprese a camminare; come un’eco … nuovamente quei passi, ed altri ancora. D’istinto allungò il passo, voltandosi di tanto in tanto, la prima volta gli sembrò di scorgere un’ombra seminascosta dietro un albero, poi un’altra più in la … molto grande, gli erano dietro. La pioggia sferzava il viso ed il cuore batteva il ritmo.

-Merda! Ma che…?!-

Il suo corpo agile gli permise di distanziarli un po’ quindi si rifugiò in un locale il cui clima tranquillo e vagamente festaiolo lo calmò:

Scusa il telefono, dov’è?-

In fondo al corridoio, vicino alla toilette-

Gli rispose una ragazza che non appena si fu allontanato si rivolse ad un’amica:

Poveraccio, è fradicio.

Io lo asciugherei volentieri….- sospirò l’amica

Vedi se riesci a conoscerlo-

L’amica raccolse l’invito e partì alla carica; sono ben lontani i tempi delle belle addormentate.

Allora Green, hai capito dove sono?  Mi raccomando prendi l’auto e sta attenta, ciao-

Hai da cambiare?-

Vicino alla porta della toilette una ragazza graziosa lo guardava sorridendo, rispose al richiamo implicito dello sguardo di lei con una smorfia, che per quanto bizzarra  fece effetto alla giovane

Devo fare una telefonata pure io, più tardi-

E sottolineò “più tardi‿.

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Ti dico che è vero, uno era gigantesco, non ho idea di quanti fossero, non sembravano nemmeno umani, giuro!-

Dai Acx stasera lo racconti a ciliegia, lui forse ti crederà-

Green rise

E ridagli con ‘sta storia… ma a te che te ne frega se dormo col mio orso?! Oddio che mondo!-

La pioggia ormai cadeva rada, le gocce lacrimavano sul viso dei giovani, Acx borbottava ancora qualcosa, Green sogghignava.

Di notte si incontra la vita, quella che di giorno si confonde col traffico, quella che sa aspettare, quella che viene condannata malgrado la sua spontaneità, la naturalezza con cui viene vissuta.-

Green non capi fino in fondo il discorso di Acx, ma lei non cercava mai di capire la gente, sapeva che non era possibile conoscersi totalmente, ma convenne con lui; le piaceva maledettamente camminare la notte e rubare un po’ di quella vita che in fondo non appartiene a nessuno. Furono distratti dai loro pensieri da uno scricchiolio sinistro, subito seguito da un brontolio e  da un:

Aia! Concetta!-

Acx spinse l’amica dietro un albero:

Zitta Green, sono loro!-

Oddio Acx! Che ti prende? Saranno persone che passeggiano; non ho mai sentito di mostri di nome Concetta!-

Dai Green! Non sono un visionario ho un certo sesto senso per queste cose….-

Si come quella volta che hai legato un poliziotto con un lenzuolo scambiandolo per il ladro della tua radio: -

Di rimando Acx la guardò disgustato: perché non capiva che il pericolo era imminente?

Eccoli guarda!

Le misteriose spie erano due ombre, una imponente seppur esile, l’altra più goffa, sembravano nascere dalla luce di un lampione dietro il quale gli inseguitori si erano probabilmente rifugiati. Si avvicinarono al lampione ma tutto ciò che videro furono due occhi nero petrolio e vispi come il mercurio, che completavano mirabilmente il musetto di un micino dal folto pelame grigio-azzurro. Green scoppiò in una risata:

Perbacco che orribile mostro!-

E prese in braccio il gattino scoprendo cosi fra il folto pelame una medaglietta recante un nome: Tapis.

 

 

Adesso andiamo da Acx. Gli facciamo una sorpresina-

Tapis la guardò con uno strano luccichio negli occhi neri.

- tu piccolino sei davvero un gatto particolare,

Detto ciò Green si rese conto di aver raggiunto il teatro dove Acx stava provando, un antico stabile neoclassico, un tempo, una chiesa.  Entrarono dalla porta laterale, e percorsero un lungo e buio corridoio, reso più tetro da dipinti raffiguranti scene di guerra e tortura. In fondo al corridoio si apriva la porta del palcoscenico dove Acx, in uno scenario di città moderna un po' decadente, sotto le spoglie di un mendicante rabberciato, chiedeva elemosina ad una ricca signora.

Green con il gatto fra le braccia, si appoggiò ad uno stipite intendendo attendere in silenzio il termine della prova ma Tapis le sfuggì dalle braccia e corse giù per una scala

-Tapis-

Gridò la ragazza, ma il gatto non parve nemmeno udirla, non cosi Acx. Il giovane infatti sentendo il richiamo si girò di scatto facendo cadere a terra ciò che la dama gli stava donando.

- Mio Dio Green, quel gatto non fa che combinare guai ed eravamo quasi alla fine!-

Sospirò il giovane lasciandosi cadere sulle tavole del palco.

- Non importa Acx, tanto è ora di pranzo, facciamo pausa-

Disse il regista

- Beh, insomma adesso bisogna riprenderlo Green, il sotterraneo è peggio del labirinto di Minosse, potrebbe perdersi-

Si infilarono tutti e due giù per la scala, seguirono Tapis fino ad una stanza buia, piena di polvere ed anticaglie di ogni genere. Si trattava di una parte del teatro che non avevano mai visitato; Quando aprirono la porta, uno spiraglio di luce, proveniente dal corridoio alle loro spalle, fece intravedere la grandezza del salone in cui erano entrati, sembrava un deposito dimenticato.

Riuscirono a trovare un antidiluviano interruttore che permise loro di accendere un polveroso proiettore, il quale lampeggiò più volte prima di illuminarsi e rendere visibile lo spazio intorno.

Quella era la stanza dei sogni di Green; c'erano manichini con abiti che, seppur polverosi e tarmati facevano ben intuire l'eleganza e la ricercatezza del passato, c'era un vecchio pianoforte a coda con il coperchio aperto e lo spartito ancora sul leggio, se non fosse stato per lo spesso strato di polvere che lo ricopriva si sarebbe potuto pensare che il musicista si fosse allontanato da poco; più in là c'era un'arpa, e poi bauli, scenari, copioni, panche, e tante carabattole teatrali, cose assolutamen­te affascinanti, il tutto illuminato dall'incerto faro tremolante sembrava una sorta di visione metafisica

Acx si avvicinò all'arpa mentre Green si aggirava qua e la. Dal canto suo il gatto, forse sentendosi ignorato, usci da dietro una fessura del muro e miagolò, tornando cosi immediatamente nell'interesse dei due:      

-Tapis!-

Gridarono all'unisono, ma il micio già si era ritirato all'interno della nicchia, che sembrava comunicare con una stanza vicina. Notarono infatti, quasi nascosta da un vecchio fondale raffigurante un canale, probabilmente veneziano, una sontuosa porta di marmo, ma cosa ci faceva in un sotterraneo teatrale?

Con grande fatica spostarono l'ingombrante dipinto  Acx si rese conto che da sotto lo stipite filtrava una luminosità intensissima:

- Hai visto?-

- Forse comunica con l'esterno, eppure non ho mai sentito parlare di un'uscita in questa zona Dicendo questo Green spinse la porta, non aspettandosi di vederla cedere, ed aprirsi. Davanti ai loro occhi si spalancò un buio cosi netto che pareva 1' andito assorbisse la luce provenien­te dal magazzino. Istintivamente i due giovani si voltarono intenzionati a tornare  sui loro passi; ma qualcosa li trattenne: Il riflettore lampeggiante si spense con un colpo secco che risuonò nel silenzio come uno sparo, Acx e Green non vedevano nulla, ma pareva loro di cogliere come un rumore proprio davanti   a loro, e poi alle spalle, e come se non bastasse c'era la sensazione  fisica della porta sull'oscurità che si apriva come una nera voragine proprio dietro a loro; il leggero rumore si ripete davanti a loro, come qualcuno che muovendosi urtasse contro uno degli oggetti che ingombravano il pavimento.

 

           

 

D’un tratto la luce come si era spenta si riaccese; e fu allora   che davanti ai loro occhi spalancati si parò la più singolare creatura che avessero mai visto. 

Si stagliava nella luce incerta del riflettore in uno strano atteggia­mento di attesa: di alta statura, aveva spalle esili e forti ed un'aria romantica I suoi abiti sembravano usciti da uno di quei vecchi film sui corsari del mar dei Caraibi: pantaloni aderenti a larghe strisce verticali, una giacca di velluto blu sui risvolti della quale posava il colletto di trine della camicia bianca tenuto chiuso da un'enorme spilla tonda; teneva la testa piegata da un lato, e sul suo viso aleggiava un'espressione enigmatica.

I due sconcertati giovani si trovarono a non poter definire il sesso di quel viso dagli occhi verde chiaro, paurosamente seri, le labbra dalla linea purissima, avevano come una sorta di lontano sorriso. Il volto era incorniciato da capelli castani striati di biondo, raccolti sulla nuca da un fiocco dello stesso tessuto della giacca, che scendevano fin alla vita.

- Salve a voi, potete chiamarmi Chiaroscuro, se vi va.-

Affascinato suo malgrado dal mistero emanato dall'antagonista Acx biascicò:
- ci hai spaventati, non ti avevamo senti arrivare, chi sei? non ti ho mai
visto in teatro-

- Ego dominus Tapis sum, ego sum sui potestatis-

Chiaroscuro passò oltre loro, oltrepassò la soglia oscura;  l'oscurità pareva dissolversi al suo passaggio, incerti se seguirlo o meno i due si scambiarono un'occhiata titubante: morivano dalla curiosità di sapere cosa quella bizzarra figura avesse in serbo per loro, d'altro canto erano piuttosto sospettosi, certe cose di solito accadono solo nei romanzi, ben difficilmente se si verificano nella realtà sono ciò che vogliono sembrare. Chiaroscuro attendeva tranquillamente al confine fra luce e tenebra e li fissava con serena pacatezza, forse fu proprio la sua calma ad indurli a seguirlo, in una sorta di spazio senza confini, con zone di buio totale immerse in una luce abbagliante. Da una zona oscura poco più in la emerse con un piccolo balzo il piccolo gatto cagione di tutta quella pazzesca situazione il quale corse senza esitazione incontro a Chiaroscuro che lo prese in braccio:

—bene; pare che ci siamo tutti-

Nell’udire queste parole Acx e Green realizzarono quanto non fosse occasionale l'arrivo nella loro vita di Tapis, quel gatto era andato da loro espressamente per condurli in quel luogo. In quel sotterraneo erano attesi,

-           A che scopo tutto ciò? non è tutto un po' troppo plateale?-

Nella voce di Green c'era una certa irritazione, non le piaceva essere dalla parte di chi viene manovrato;

- Si tratta di una storia troppo lunga per venire raccontata,  pazientate , un po' per volta saprete tutto.-

- spiegaci ora, o ce ne andiamo adesso-

II tono di Acx forse non piacque a Chiaroscuro ,il giovane senti lo sguardo verde penetrare, nei suoi occhi neri, e si sentì frugato, setacciato, nei ricordi  più segreti; trasalì:

- no! tu non puoi farmi questo, non puoi!-

Chiaroscuro gli si avvicinò e si inginocchiò di fronte a lui ed abbassò la testa , Acx allibito si trovò a fissare i cappelli spioventi di quella figura  prostrata; sembrava quasi di poter cogliere ogni colore dell'arcobaleno in quella fluente capigliatura, l'oro, oppure lampi di lilla, il verde gli riempivano gli occhi.

-           Io non voglio, Acx,   non posso, nessuno mai potrà rubare il tuo passato, i ricordi , le esperienze, solo tu puoi esserne il giudice. Solo tu puoi conoscere il perché di ogni tua azione. Non è giusto ciò che gli altri sostengono che lo sia se il tuo cuore sa che non lo è-          

Acx avrebbe voluto chiedere, spiegare,  ma fu imprigionato dai ricordi,  in uno. snodarsi di sentimenti che lo trasse in un gorgo senza apparente uscita.           

Green era dapprima rimasta immobile ad ascoltare, ma poi di fronte al comportamento dell'amico, gli si era avvicinata decisa ad aiutarlo ma Chiaroscuro le si accostò e le sfiorò i capelli dolcemente:

-           Non ti preoccupare , sta  rivivendo il suo passato, egli ora è giudice di se stesso,  Acx   accetta di venire con me, e tu?

Green non tradì il suo coraggio si strinse nelle spalle ed annui. Chiaroscuro allora le indicò un lungo corridoio che era apparso dal nulla alle sue spalle, un corridoio fatto di pura luce, lei si incamminò e subito si trovò persa in una luminosità tanto intensa che non le riusciva più di vedere nulla, ma continuò passo dopo passo, stringendo i denti.

stentava a crederci, stava ricordando cose alla rinfusa, volti voci, eventi le si affollaro­no dentro senza un filo,  la prima volta che aveva visto il volto di Acx, l'espressione remota con cui a volte sua madre l'aveva guardata molto tempo prima, ricordò la propria prepotenza con gli altri bambini a scuola, il primo amore, la prima volta che aveva odiato….. Continuò cosi a testa alta in mezzo a tutto quello che costituiva il tesoro della sua anima, strinse gli occhi: non sarebbe stato un trucco     di quel luogo a renderla impotente, a sconfiggerla. Lei non si lasciava spaventare da nessuno, e lei corse, corse, nella luce di quel luogo che stava dove nessuno era stato mai. Piangeva,  lei che non aveva mai pianto! ma era lei che aveva vinto.

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Quando Green fu svanita Chiaroscuro raggiunse Tapis, si aspettava di trovarlo addormentato in qualche macchia di buio, ma lo  vide vicino al corpo abbandonato di Acx.

- Tapis, perché quello sguardo preoccupato?-

- Ma come? vedo i mie amici comportarsi da pazzi e non dovrei preoccuparmi? non capisco perché costringerli ad affrontare tutto questo.-

- Debbono conoscersi lo sai, molte volte gli umani dimostrano di non aver

coscienza di se, ad ogni modo amico mio ora è meglio che tu vada, raggiungi

Green, so che non accadrà, ma se dovesse arrendersi alla luce avrà bisogno di te

Chiaroscuro si alzò indicando la strada a Tapis il quale iniziò a saltellare, da una zona di buio all’altra, pochi secondi ed il gatto non fu  più visibile.

 - E' ora, -          

Bisbigliò Chiaroscuro, quindi si tolse la lunga giacca, contemporaneamente si alzava una nebbia sempre più fitta , si chinò su Acx e sollevò fra le braccia esili il giovane che si abbandonò completamente a questo abbraccio.

Si risvegliò dopo un giorno, turbato da ricordi che avrebbe custodito nel proprio cuore a lungo, cose che riguardavano solo lui e Chiaroscuro, cose....
Era su una barca, in una piccola cabina spoglia, non ebbe comunque il tempo di guardarsi attorno perché Green irruppe nella stanza e gli urlò:

- Acx, questo non lo devi proprio perdere! Acx sveglia!, guarda che meraviglia! dai Acx

II giovane lasciò il letto e seguì l'amica sul ponte e poi fino alla prua della barca, si muovevano lentamente su un fiume che scorreva in un deserto di sabbia finissima, sulla riva sinistra si ergevano enormi monumenti di forma ovoidale che scintillavano al sole del crepuscolo come fossero fatti di cristallo, alla richiesta di spiegazioni Chiaroscuro rispose:

- Sono i luoghi dei mondi-

fece una pausa poi indicò una cupola un po' scostata dagli altri monumenti:

 - quello è il posto della terra-

Acx e Green cercarono di vedere l'interno della costruzione, ma non poterono farlo, al loro passaggio tutta la sfera pareva divenuta di specchio e vi si videro riflessi

- varcherete l'ingresso di quella costruzione, ma trascorreranno molte notti, pur sembrando vicino nello spazio quel luogo è lontano nel tempo, ed il tempo scorre lento, proprio come questo fiume.-    

 

 

 

La barca toccò il molo antico senza apparentemente produrre rumore, viaggiavano ormai da parecchi giorni, il bellissimo deserto era scomparso ben presto lasciando il posto ad una curiosa nebbia luminosa; per tutto il tempo Chiaroscuro era rimasto seduto al timone, senza mai dormire, almeno apparentemente, sicché l'avvistamento del molo era stato per i due un'avvenimento straordinario.

Quando ebbe ormeggiato Chiaroscuro alzò il suo sguardo verde sui due amici :

- Voi dovete scendere qui, resterete con qualcun altro per un po'-

La voce della creatura era roca ed un po' aspra, come  se l'aver taciuto a lungo le avesse addormentato le corde vocali. Green ed Acx scesero dalla barca, avrebbero voluto chiedere  altre notizie, ma evitarono , il loro compagno non dava certe  risposte, ormai lo avevano capito .

Lo lasciarono seduto con Tapis fra le braccia e si avviarono nella nebbia. Alle loro spalle la barca si allontanava mentre Chiaroscuro rimaneva a guardarli finché non svanirono. La foschia era solida, luminosa come sempre, i due amici si erano abituati a lei come alle mura di casa, ecco il motivo per cui rimasero veramente molto stupiti imbattendosi in una porta. Era grande, la più grande che avessero mai veduto, e si ergeva solitaria, non aveva mura attorno, solo nebbia.

- e questo?-

mormorò Green fissando il legno intarsiato,

- l'unica cosa che si può fare con una porta è aprirla e passare anche se in questo caso la cosa è pazzesca-

Acx spinse la maniglia d'ottone verso il basso, la porta si aprì con un sinistro cigolio degno dei peggiori film di terrore, si guardarono: oltre l'andito tutto sembrava normale, lo oltrepassarono e si ritrovarono in una  sorta di labirinto di specchi.           

- Ma...  cosa?! ! !-     

fece Acx voltandosi verso la porta, ma questa non c'era più, solo specchi, all'infinito. Green si avvicinò ad uno dei più vicini, una sorta di antico piano riflettente dalla cornice istoriata montato su zampe d'elefante in argento. Ciò che vide la fece arretrare inorridita: nello specchio c'era al posto suo, un'orrenda vecchia, dalle labbra sbavanti e senza capelli.

-           non ti spaventare è solo un'illusione-

La voce li colse alla sprovvista, cosi si volsero; erano in quel mondo da tempo sufficiente per sapere che la stranezza era li normale, ma questo era troppo. Qualcosa  di incredibile: una mezza testa, mezza, con un po' di collo ed un pezzo di spalla, dopo un attimo di confusione si resero però conto non vi era in lei nulla di cruento, i suoi contorni svanivano in una piccola nube argentea;  come in una specie di favola, l'occhio che li guardava, di un intenso blu, non celava una grande purezza d'animo, e la mezza bocca era gentile come una carezza.
- Voi dovete essere gli inviati del Chiaroscuro che vive sulla barca-
I due, persi in contemplazione non udirono nemmeno la domanda della creatura, che rise, si avvicinò un poco, fluttuava nell'aria lasciandosi alle spalle un’eterea scia argentea.

- Allora sarà il caso che mi presenti   sono "thè song" il guardiano di questo posto delle immagini.-

Green esitò un 'istante poi chiese:

perché siamo stato condotti qui da Chiaroscuro??-

- forse voleva che vi mostrassi qualcuno dei miei specchi, bene allora, seguitemi, -

Nell'udire queste parole Green rammentò l'orribile immagine da lei vista poco prima:

se posso, vorrei sapere perché ho visto quella  vecchia, nello specchio-

L'occhio azzurro di Thè Song la studiò pensoso, :

tu sei bella,Green della terra, però forse in qualche luogo, sepolta dentro di te c’è

una cosa come quella che hai visto; sei sicura di non sapere già di che si tratta?-

la ragazza lo osservò aggrottando le cilia, ora capiva il che fare domande a Thè Song sarebbe stato come farle a Chiaroscuro, inutile.

Song precedette i due per molto tempo, guidandoli lungo il labirinto di specchi, che pareva non aver mai fine, ogni specchio  era alto il doppio di una persona, ed altrettanto largo, ognuno aveva cornici d'argento decorate con piedini intonati al tema delle decorazioni, la cosa che li rese più perplessi era però un'altra, negli specchi comparivano altre persone, moltre altre, oltre a loro stessi, erano in secondo, terzo piano, raggruppate. Stavano solo li, donne, vecchi uomini, ed altre strane creature mai viste, erano tutti immobili e parevano in posa per un quadro o una foto.

Ma la particolarità non si limitava a questo; ogni volta che ad uno di loro capitava di riflettersi in uno specchio vedeva un'immagine sempre diversa, a volte a fissarli era la loro faccia bambina, o anziana, debole o scarna, mai quella reale. Questo  riflesso non svaniva al loro allontanarsi, restava come prigioniero dietro il vetro, esitava e poi arretrava andando a raggiungere le altre figure già presenti.

Nel peregrinare i due giovani persero ogni senso del tempo e dello spazio,  continuarono finché non si resero conto di un fatto: mentre loro ad ogni specchio lasciavano un'immagine, Song nemmeno si rifletteva, era come se non esistesse:

-Song?-

La voce di Green era un po' esitante:

- potrei farti una domanda?-

- sicuro, chiedi quello che vuoi-      
- perché non compari negli specchi?-      
L'unico sopracciglio si accigliò per un istante:

-é perché  ormai non  ho più nulla che possa essere riflesso dagli specchi, che possa essere lasciato in loro -

- vuoi dire che se restassimo qui a lungo, perderemmo a poco a poco il nostro essere attuale e diventeremmo come sei tu?-

 ACX non poté  nascondere un leggero tremito della voce:

- uhhh, non dovreste restare a lungo, basterebbe che vi specchiaste in ognuno degli specchi-

Nei  due amici dilagò  un sotterraneo fiotto di paura

- In questo caso se non ti spiace vorremmo poter andare via, non abbiamo nulla contro di te, però preferiremmo rimanere cosi come siamo,  potresti condurci alla porta?-

Song sorrise:

-           ma sicuro, sicuro, immaginavo che saputo tutto avreste voluto andarvene, fanno tutti cosi , ma non sarà necessario condurvi Proprio da nessuna parte, la porta è li.-

      I due si voltarono nella direzione indicata dallo sguardo di Song e si trovarono di fronte la porta, la stessa che avevano varcato tanto tempo prima, sembrava; pareva che non avessero mosso un solo passo dal luogo del loro ingresso nel dedalo di specchi. Con un rapido saluto si accomiatarono da Song e sparirono oltre la soglia, la creatura fluttuante restò ad osservare la porta per qualche istante, sorrise:

 - Molto, molto bene, che ne dici Chiaroscuro?-

Da dietro lo specchio più vicino emerse la sottile figura di Chiaroscuro

- Non so Song, non sono restato qui tutto il tempo, come è andata?-

- Molto bene hanno lasciato qui ciò che dovevano, possono proseguire, -

Chiaroscuro si volse e si allontanò, nemmeno lui lasciava immagini negli specchi, fece pochi passi, finché raggiunse la porta d'ingresso, non quella varcata da Acx e Green, un'altra.

 

Acx usci dalla porta lieto di aver superato la temibile insi­dia degli specchi, ma questo suo ottimismo non era destinato a durare a lungo, si rese conto di non avere accanto a se Green.

 

Incredulo il giovane ristette, poi come scuotendo­si da un sogno gridò il nome dell'amica; ma non riuscì ad udire neppure la propria voce.

Sembrava quasi che in quel luogo, apparentemente in tutto simile alle distese di nebbia cui era abituato, le onde sonore non potessero propagarsi, era come fossero assorbite completamente

dalla foschia. Chiamò e Chiamò più volte l'amica; nessuno, niente, nulla, era completamente solo. Nessun colore, nessun suono, nessun profumo, solo una sorta di calore ad ogni passo sempre più forte, intenso e violento che  scottava dentro fino a diventare ardente.

Man mano che il calore cresceva la nebbia diradava, trasforman­dosi in piccole goccioline d'acqua che cadevano al suolo trasformando il prima solido ed asciutto terreno in una specie di acquitrino nel quale i piedi del giovane affondavano rendendo difficile ogni passo.

Acx cominciò finalmente a distinguere il paesaggio attorno a se, rimase ammutolito da quello che vide: un'enorme montagna di fuoco vivo e guizzante si stagliava all'orizzonte. Fece  qualche passo e notò un'altra cosa; alla base del monte infuocato era ben visibile un ingresso, una sorta di galleria che si infiltrava fra le fiamme, si avvicinò finche non poté distinguere l'interno della grotta, si rese conto che in tutto l'andito crescevano dei fiori di un candore quasi abbagliante; avvicinandosi il calore man mano diminuiva, come se nella galleria il fuoco,  per qualche ragione non producesse calore.

Quando il giovane fu entrato nella grotta si avvide che i fiori rivestivano quasi interamente le pareti, affascinato ne raccolse uno, un delicato insieme di cinque petali madreperlacei che al contatto con la sua mano si aprirono, istintivamente Acx lo lasciò cadere e rimase a fissarlo mentre appassiva a vista d'occhio, finché mentre il fiore si inceneriva, una luce schizzò dal cuore dei petali, e fluttuò nell'aria fino ad Acx, si trattava di uno strano esserino, che a tratti pareva una farfalla di luce ed a tratti invece sembrava una fiammella guizzante, una specie di fuoco fatuo;

L1esserino, il "fatuo" come lo avrebbe chiamato poi Acx spiegò al giovane di essere pura luce e pensiero, un raggio di gelo,  ciò spiegava il motivo per cui nella grotta c’era tanto più fresco che fuori, dato che un fatuo viveva in ognuno dei fiori. Trovò cosi un amico, fu naturale per Acx poi, quasi volendosi liberare dal grande peso che aveva dentro, un peso fatto di domande, dubbi e paure; iniziare a raccontare, la sua storia al fatuo che pareva sorridergli fluttuando leggero come una farfalla di fuoco sui candidi fiori.

-           E' cosi ora mi trovo qui a parlare con te mentre Green in chissà quale mondo sperduto si trova. Sai, mi sembra un sogno, mi piacerebbe svegliarmi, ma non posso, -

II fatuo fece un guizzo verso il viso del giovane:

- Noi ricordiamo incontrammo Green, almeno 1000 anni fa, in una città che andava perdendosi nell'oblio, fu abbandonata da tutti gli esseri viventi, quella città, perché ormai non c'erano spazi per i pensieri, la fantasia e per l'amore, non c'era più posto per noi; il freddo causato da questo abbandono, diventava tale che ce ne siamo dovuti andare, ma non senza lottare, abbiamo guerreggiato con le idee, i pensieri, ma era tardi per cambiare le cose. Fu presto nulla, tuttavia ricordo la ragazza che tu descrivi, quegli occhi verdi ricchi di idee, quelle stesse di cui avremmo avuto bisogno, e quei capelli di fuoco vivo, per un attimo pensammo di poter restare con lei, ma ormai, nell'attimo stesso in cui la vedemmo, in compagnia dei nostri amici lilly, ci eravamo allontanati già di almeno un secolo.-

Queste parole sconvolsero Acx:

-           Ma non è possibile, non sarà passato nemmeno un giorno,  ero con lei, ma lei…  ti prego, fammici capire qualcosa, devo ritrovarla per favore Fatuo.—

Il tempo non si può fermare, esso trascorre eterno sia per te che per Green, c'è ormai un millennio fra voi, resta con noi Acx, o ti perderai nel tempo.-

Il giovane rimase immobile; il fatuo lo guardò dritto negli occhi, voleva spiegargli quanto fosse irrealizzabile il suo desiderio, ma lo sguardo di Acx, nero come la notte lo commosse oltre il consentito, gli guardò i vestiti sporchi di fango e cenere ed improvvisamente si senti felice per quell'amicizia, decise che avrebbe impegnato la propria vita per aiutarlo:

- Una vita può fermare il tempo, l'amore e la morte per la vita lo imprigionano-

Queste parole rimbombarono come un'eco nella testa di Acx che si alzò in piedi:

Io darei la mia vita per lei- 

no Acx, non tu-

Rispose sibillino il fatuo che trasse da chissà dove un bizzarro strumento a corde e prese a suonarlo. Il suono era stridulo e violento, come un richiamo di guerra, una melodia lacerante, capace di strappare la voglia di vivere; Acx fu preso dalla musica e senti la propria mente bruciare gli sembrò di svenire per un lungo istante, che gli parve eterno, un'eco nella testa non
gli dava pace.  

- una vita può fermare il tempo, l'amore e la morte per la vita lo imprigionano-

tremò per Green, per il Chiaroscuro, per Tapis, per Song e Fatuo; Si alzò a fatica e si rese conto di udire un canto melodioso e ritmato, tutt'intorno una luce bianca si propagava come in un sogno; Rimase affascinato nel vedere sopra di se un'enorme cielo di fatui danzanti. Quello spettacolo gli riempì la testa di pensieri alieni, più adatti ad un fatuo che ad un essere umano, si sedette cosi su un masso li accanto per cercare di riordinare le idee, ma finì col fissare estasiato il magnifico spettacolo sopra di se. I Quello che in un primo momento pareva una distesa uniforme di fiammeggianti fatui altro non era che un insieme di coreografie complesse; Le creature si univano; poi si spiegavano in immense formazioni, diverse ad ogni passo della melodia, si creavano cosi illusioni di paesaggi, volti, vortici, pareva di stare in un sogno psichedelico. Le danze ed i suoni erano un crescendo, allora un vento molto caldo si alzò dalla montagna e si precipitò violentissimo fra i danzatori, riunendoli in un vortice che sparì all'orizzonte. In quel turbine i canti parevano mescolarsi come in una melopea epica del mare si Saffo; si sarebbe forse fermato su una spiaggia deserta, quel vortice, o forse ancora vaga ed i fatui con lui ancora cantano, ed a volte li si sente, anche se poi di quella nenia si incolpa il vento; ma questa è un'altra stria.

        non sei solo Acx—

II giovane alzò gli occhi e vide Fatuo in compagnia di urna fiamma veramente anziana che era , come gli spigò l'amico, una vera autorità di saggezza fra i fatui, l'anziano di nome Fides, si rivolse ad Acx con una voce che pur essendo mentale era ricca di risonanze antiche:

- Voi attraverserete la grande sommità, Fatuo raffredderà il fuoco, ma fate attenzione, se questo equilibrio si dovesse spezzare voi restereste prigionieri della montagna, fra il fuoco ed il tempo astratto, per l'eternità; questa è la tua verità Acx.

-           come la mia?-

II giovane era spaventato, la prospettiva di perdersi fra fuoco e tempo non lo entusiasmava davvero. La vecchia fiamma considerò per qualche istante il volto di Acx come meditando la possibilità di spiegargli altro, ma poi disse:

Non ti posso dire di più, mi dispiace ragazzo, ma è così, vai ora non hai più nulla da fare qui, buona fortuna.-

Fides si appoggiò su una roccia che a strapiombo si perdeva nel mare di fuoco, si poggiò e poi si trasformò, in una fragrante rosa bianca.

—E1 tempo Acx, dobbiamo partire, sarà un viaggio davvero molto lungo.-

Acx avverti un brivido gelido scendergli lungo la schiena per un attimo ebbe paura, ma il volto di Green e la possibilità di poterla rivedere, di poterle raccontare tutto, lo spronarono ad andare generandogli dentro un coraggio folle,  Voltò lo sguardo verso la rosa, allungò la mano, come per toccarla, ma vide staccarsi un petalo, fragile e bianco che venne a posarsi sulla sua mano,  era il saluto di Fides,  con una mossa decisa voltò le spalle alla fiorita città dei fatui e si avviò.

La montagna di fuoco incombeva sopra di lui ed ardeva come la paura.

-I nascimori ci aspettano Acx, loro sapranno sicuramente consigliarti, conoscono la storia di ogni essere, anche la tua.-

- Nascimori? davvero un buffo nome, chi sono? Perché sanno queste cose? come le sanno?-

- sanno tutto, credimi, non so come, ma lo sanno, sono coscienti anche di avere un nome buffo-

Acx arrossì e Fatuo ridacchiò:

- Sono un popolo perfetto, hanno la sapienza di vecchi ed il vigore dei giovani, lo vedrai, ma è meglio pensare a ciò che ci aspetta, prima dobbiamo attraversare la sommità, non sarà facile, lei non ha cuore-

Acx corrugò la fronte, si chiedeva se Chiaroscuro sapeva di quanto stava accadendo, ma si dovette riscuotere dai pensieri, era già immerso in un mondo di fuoco, freddo grazie a fatuo, la cui voce  gli disse:

- Guarda Acx c'è Green, la sua immagine, qui vengono conservate le immagini del passato, sappi vederle-

Acx guardò e notò nel fuoco delle immagini, danzavano fra le fiamme ma non c'erano dubbi, quella era proprio Green, mentre camminava lui poteva vedere ciò che era successo all'amica, era come una specie di Film.  

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La porta si chiuse alle spalle di Green con un colpo secco, per un istante la ragazza rimase immobile, davanti a lei non c'era la solita marea di nebbia chiara e scura, ma la hall di un albergo di lusso, uno di quelli per miliardari, pensò di essere tornata nel suo mondo e si volse verso Acx, ma rimase pietrificata: non c'era traccia del giovane. Eppure erano entrati insieme nella porta del dedalo di specchi, doveva essere uno scherzo, sicuramente Acx si nascondeva dietro la porta sghignazzando fiero di se. Con un movimento nervoso riaprì la porta, ora normalmente inserita nella parete della stanza, si trovò a fissare l'interno di uno sgabuzzino pieno di scope.

- Oh Dio-

Gemette facendo un paio di passi indietro,  si guardò attorno, non doveva essere nel mondo reale dopotutto, doveva essere un altro universo parallelo, un nuovo scherzo del Chiaroscuro.

- Acx, dove sei?-

non ebbe risposta, solo l'eco della sua voce che si  ripercuoteva in quella sala deserta.

Il sangue le si ghiacciò nelle vene, era rimasta sola  Si guardò attorno, non c'era traccia di vita, nessuna creatura, nessun movimento, nulla di nulla, e se quel luogo fosse stato pericoloso? Si lasciò cadere su un alto sgabello, , si prese il volto fra le mani ed affondò le dita fra le spire infuocate dei capelli. Una  sottile strisciante paura, aveva paura. Forse era perché l'amico non era con lei, era la sua mancanza, la sua assenza che mandava la sua cosiddetta forza a farsi benedire, aveva bisogno della sua bionda presenza per poter essere razionale. Forse lui adesso era in pericolo, forse aveva bisogno di lei, forse       

Devo muovermi, trovarlo, restare qui seduta non serve a nulla-

Acx camminava dietro al fatuo che gli indicava la strada, teneva gli occhi fissi sulle fiamme, su ciò che Green aveva vissuto mille anni prima, ma ogni scena svaniva dalla sua mente non appena l'aveva vista, ricordava solo di aver visto l'amica fra le fiamme, e di averla vista triste, null'altro era rimasto nella sua mente;

Green  esitò solo per un istante, poi uscì nel mondo sconosciuto che si trovava fuori dall'albergo, e si trovò in una strada immensa, in una città deserta, ma che tuttavia sembrava viva, si incamminò. Mentre camminava rifletteva sul modo per ritrovare l'amico, vagò rimuginando tutto il giorno, senza incontrare anima viva, fu cosi che la notte la sorprese ancora sola ed affamata, completamente perduta. Cercò rifugio in un palazzo, ma tutti avevano l'ingresso sbarrato, così finì con l'infilarsi in un sottoscala nascosto e tranquil­lo, vi si rannicchiò come un gatto cercando, peraltro inutilmente ,di ignorare i morsi della fame.      

Devo uscirne, in qualche modo- 

mormorò.          

-            USCIRE DA COSA? DA DOVE?-   

  La voce la fece sobbalzare,  con sgomento si rese conto che era venuta da una crepa nel muro all'altezza del suo viso.

-           Chi c'è?-

Tentò inutilmente di dare alla propria voce un'intonazione sfrontata.            .

-NESSUNO DI PERICOLOSO, NON SPAVENTARTI, SONO SOLO 10-

Le rispose la voce al cui seguito fece la sua apparizione dalla crepa del muro un omettino grande come il suo dito medio, vestito come una specie di gnomo. Green boccheggiò per lo stupore e quando ritrovò la voce non le riuscì di trovare nulla di più originale da dire se non:

- e tu chi sei? un lillipuziano ?-

- IO SONO TRILLON, UN LILLY CHE NON SI E1 MAI SOGNATO DI PUZZARE!-

L'omino faceva il broncio come un bambino!  gli tese il palmo, lui ridacchiando balzò sulla sua mano.

- Bene Trillon, ,  sono Green e ti giuro che non sono mai stata tanto felice di conoscere qualcuno.-

L'omettino alzò gli occhi a mandorla su di lei

-SONO CONTENTO ANCHE IO, NON VEDO CREATURE COME TE DA TANTO DI QUEL TEMPO! TRANNE BITCH, NATURALMENTE-

Il viso di lei tornò serio:

-            Creature come me? sei sicuro che non ce ne siano altre? E' molto importante per me ,  cerco un giovane della mia gente, può darsi che abbia con se un gattino.-

-            GATTI?! DOVE SONO I GATTI,  NE HAI ANCHE TU?-

a quanto pareva ai Lilly i gatti non piacevano molto, chissà perché.

—No,  non ne ho, ma per me è molto importante sapere dove si trova questo mio amico,

II Lilly avverti nella voce di Green qualcosa che gli fece comprendere l'importanza di quella richiesta:

-IO NON SO NULLA MA FORSE A CASA QUALCHE ALTRO LILLY LO SAPRA1 OPPURE LO SAPRA1 BITCH-          

- allora cosa aspetti? andiamo a vedere!-

- VA BENE, USCIAMO DA QUI, METTIMI SULLA TUA SPALLA GREEN, TI MOSTRERÒ DA CHE PARTE DEVI ANDARE-
SÌ incamminarono cosi nella notte e mentre camminavano
Trillon si sentì in dovere di informare la ragazza circa il popolo dei lilly, Green seppe cosi che si trattava di piccole creature del sottosuolo, superstiti di una città che un tempo aveva ospitato persone, di ogni razza e misura, seppe anche che con loro viveva una persona, Bitch, che secondo le parole del lilly era il guardiano della città, una specie di menestrello delle gallerie, da quanto aveva capito, perché stranamente il piccoletto era reticente a proposito di questa faccenda.

La loro camminata non durò a lungo, Trillon la condusse all'entrata di un metro' e le disse:

-SCENDI DI LI, SIAMO ARRIVATI.-

La ragazza obbedì e si ritrovò in una normalissima stazione di metropolitana, naturalmente deserta.

ma qui non c’è anima viva! Trillon, avevi detto che avremmo trovato la tua gente, dove sono?-

NON TEMERE NON SONO LONTANI-

Trillon si alzò in piedi, sulla spalla di Green, e preso un grandissimo respiro strillo: --

-GENTE!!! VENITE FUORI, NESSUN PERICOLO PER VOI, VENITE FUORI!-

Come per incanto gli occhi increduli di Green videro sbucare da ogni, fessura, o  presa d’aria, migliaia di lilly, minuscoli e chiassosi che le si fecero incontro come una mandria di formiche.

Trillon, che dall’alto della spalla di Green si sentiva si sentiva investito di un’importanza che nella società lilly solo i vecchi avevano,  con sussiego gridò:

-SILENZIO QUESTA CREATURA VUOLE IL NOSTRO AIUTO-

L’assemblea dei cosini urlò a gran voce:

- cosa vuole?-

- HA PERDUTO UN' AMICO, UNO CON UN GATTO, LO  AVETE VISTO? NE SAPETE QUALCOSA?-

fra la folla corse una visibile corrente di sgomento:

-           no gatti, mai-

proclamò la moltitudine, Trillon scosse il capo:

-MI SPIACE, CREDO CHE NESSUNO DI LORO ABBIA VISTO IL TUO AMICO-

Green sentì tutta la speranza che aveva provato in quegli ultimi minuti crollarle dentro come un casello di carte, si lasciò cadere su un gradino; e mentre la marea di lilly cominciava ad arrampicarlesi addosso si rivolse desolata a Trillon:

Ed ora cosa faccio?-

-POSSIAMO ANCORA CHIEDERLO A  BITCH-

-dici?-

Green cominciava ad essere molto scettica circa la possibilità di aiuto concreto che potevano darle i lilly.       

-TENTARE NON FA MALE GREEN, DAI ANDIAMO; ENTRA IN QUELLA STANZA LI DI FRONTE-  

Solo dopo che Trillon gliel'ebbe indicata Green notò la porta, si alzò causando un fuggi fuggi di lilly e si diresse verso la porta.

-NON OCCORRE CHE BUSSI, BITCH NON FA CASO A QUESTE COSE-

Cosi la ragazza entrò nella stanza senza rumore, era una sala grande e buia tranne che per un raggio di luce proveniente da una botola aperta sul soffitto; al centro dell'ambiente c'era
un unico mobile, una scrivania alla quale era seduto un uomo, Green era sicura che fosse un uomo malgrado indossasse un lungo abito nero
, di taglio decisamente femminile, lo strano tipo aveva corti capelli scuri e spalle larghe, ovunque attorno a lui e su di
lui sedevano tanti lilly.
- Tu sei Bitch?-  

Chiese un po' intimidita da quella bizzarra figura che le rispose:

- Bitch, l'essenza è imperscrutabile, quale mistero si celerà mai nell'essere?—

Green si volse stupefatta verso Trillon:

-           ma cosa?   -

il lilly le fece un sorriso tirato

-NON CI BADARE? CHIEDIGLI DEL TUO AMICO-

scosse il capo, qualche volta quei mondi potevano diventare davvero pazzeschi

-           Ero con un mio amico nel mondo degli specchi, nell'uscirne sono rimasta sola, qualcosa ci ha separato mentre passavamo la porta, non sai come potrei ritrovarlo?

La testa di Bitch si chinò per un breve istante,  poi la sua voce dolce ed avvolgente, leggermente ipnotica, le rispose:

-           la meta è la dove fiammeggia il sogno-

Green notò che tutti gli esserini che stavano attorno all'uomo, che per inciso le dava ancora le spalle, la fissavano con un sorrisetto beffardo dipinto sui faccini, la cosa la irritò,

-           vedi, questo mio amico forse è con il Chiaroscuro, sul fiume, lo devo raggiungere-

-           due sono i cuori, una è la meta, uno è il sogno-

Cosi dicendo Bitch si alzò e si avviò verso una porta che si trovava di fronte a lui, non senza aver prima preso con se un ombrellino parasole in tinta perfetta col suo abito, naturalmente l'ombrello rigurgitava di lilly. Green guardò Trillon disperatamente, ma lui la riprese:

-           CHE COSA ASPETTI? SEGUILO!-

Fu cosi che cominciò lo strano viaggio di Green e Trillon lungo le strade della città morta.

 

 

 

Green cominciava ad essere veramente preoccupata, viaggiavano tanto tempo, sicuramente troppo, l'unica cosa che sapeva era che davanti a lei camminava un Bitch silenzioso ; durante la camminata fecero molte soste per permetterle di dormire e mangiare, ma non si fermavano mai per molto tempo, era evidente che il suo silenzioso compagno di viaggio aveva fretta di arrivare da qualche parte.

La città pareva senza fine, sempre uguale a se stessa, via dopo via, strada dopo strada, Green non ricordava di aver visto mai una metropoli più vasta, in quella jungla di cemento aveva sentito più volte lo scoraggiamento farsi avanti, ma lei teneva duro, Anche se la città la spaventava, e la spaventava, in uno strana modo, Bitch, che la precedeva sempre e di cui non aveva mai visto il viso. Era inquietante, si, quell'uomo vestito da donna e dal portamento gentile, che suggeriva una strana timidezza. Green avvertiva anche altro   in lui,   qualcosa  che non  capiva, e  che la spaventava perché la attirava verso   di lui  come una calamita, non sapeva  cosa fosse,   forse  il modo  in  cui lui  teneva la  testa, o  il   timbro   della sua voce,   o  le  sue mani,   che sembravano stringere l'infinito,   o la  tenerezza  con  cui  trattava i lilly che aveva attorno,   o forse  era il  suo modo  di parlare in  cui diceva tutto   e non diceva nulla,

- questo  viaggio  deva finire o   impazzirò-        
mormorò   improvvisamente avvertendo  una  dolorosa sensazione,

Sulla sua spalla Trillon alzò   il  volto  per guardare gli occhi della nuova amica.   

Erano  occhi  immensi per le dimensioni del lilly,   ma  erano  in un volto   cosi bello   ed  erano   cosi  delicati,   il lilly percepiva le  sensazioni della giovane,   sapeva  esattamente cosa provava,   cosi durante una pausa nel viaggio  scese  dalla sua  spalla  e si arrampicò   su    quella di Bitch:

- Deve durare ancora molto  questo viaggio?  Tu danneggi  la  creatura  del mondo   esterno,

- Il viaggio  finisce  al   termine  della follia-
Trillon  si   irritò:

- non   capisco   i  tuoi  enigmi,   Bitch,   nemmeno  lei  li  capisce  e ci pensa  troppo,   e lascia  correre  troppo   i  suoi pensieri  dietro al  tuo  ombrellino,   per  cui per una volta ti  prego,   rinuncia al   tuo  maledetto mistero   e falla finita»-

Bitch non rispose ma volse Per un istante  degli occhi senza fine ne  confini sul lilly,   che si arrese  e se ne  tornò   sulla  spalla  di Green che  dormiva  e  le si rannicchiò nell'incavo  del  collo.

Quando  ripartirono  Green  era preoccupata,   era preparata ad un'altra  tappa infinita,   e  camminava  chiusa in un'eternità melanconica.   Quando   la voce  di  Trillon che le  tirava i capelli eccitatissimo  la  scosse  dal  suo   torpore»          

- GUARDA  GREEN?   GUARDA LAGGIÙ!-      
Green alzò  lo  sguardo   e vide luccicare  il  fiume davanti a    lei e  sul  fiume la nera gondola  di  Chiaroscuro,   con un grido   di gioia la ragazza raggiunse la barca,   che
era piena zeppa di lilly  in festa, molto  rumorosi  come al solito, nonché ubriachi.

Sulle prime non vide   Chiaroscuro,   poi udì la sua  voce a poppa, lo raggiunse  e rimare  di  sasso:   il  solenne,   enigmatico   Chiaroscuro era sdraiato  fra tutti  quei lilly ubriachi  ed  era ubriaco  lui stesso! 

Con profondo   stupore la ragazza si rese  conto   che malgrado ciò la  creatura non aveva perso   il  suo   stile,   di  colpo  Green si senti sollevata,   li non  c'era  traccia  di Acx ma  se  Chiaroscuro era  cosi  rilassato   significava  che non  c'erano pericoli,   la

giovane non  sapeva perché ma  era   certa  che  se l'amico fosse  stato  in pericolo     Chiaroscuro  lo  avrebbe  sentito  molto prima  di lei. Si  concesse un  sorriso notando,   dietro la  spalla  sinistra della  creatura  del  giorno   e  della notte,   la figurina acciambellata  di  Tapis

-Ecco   dove  eri,   allora non sei  con Acx-
mormorò. Era li  che fissava la  scena  con occhi  divertiti,  ma  la voce di  Trillon la scosse:

-NOI  CE NE ANDIAMO  ORA,   IO,   BITCH E GLI ALTRI  DEL METRÒ-

Green prese  il lilly  sul  palmo

- Come ve se  andate? Ma   se  siamo  appena arrivati,   fermatevi per un poco-

Trillon scosse la testa e le indicò il molo dove Bitch e gli altri lilly se ne stavano andando:

- DOBBIAMO ANDARE, QUESTO È IL TERRITORIO DEI LILLY DEL FIUME, NON IL NOSTRO,-

Green annui e poso un piccolo bacio dispiaciuto sul capo del lilly:

- Addio allora, saluta Bitch per me-

Trillon le sorrise, un po' triste

- IO  ODIO  GLI ADDII,   GREEN-

In un istante  il lilly balzò   dal  suo  palmo   e raggiunse  i  compagni Green rimase a fissarli mentre sparivano   in un vicolo.

- non  ho nemmeno visto   il  suo volto-

Mormorò, ma senti sulle spalle il tocco leggero delle mani di  Chiaroscuro, un Chiaroscuro totalmente sobrio   che la guardava  con  quegli assurdi occhi verdi

- tutto  bene  Green?-

le  chiese,   lei  annui  
- tutto  bene  Chiaroscuro-
menti 

 

Le  immagini  di  Green  sparirono   definitivamente  dal  fuoco   ed Acx,   ormai provato   dal lungo   cammino   sul  monte  di fuoco,   fece fatica a  tornare  in se,  non ricordava nulla di  quanto  aveva visto,   ma   era  dispiaciuto per Green,   e  si  chiedeva il perché.

fu costretto presto a  distogliere i pensieri dall'amica per portarli a e stesso ed a Fatuo, ormai si intravedeva un mondo verde oltre   il  fuoco,   forse  ce l'aveva fatta,   grazie al  fatuo, in   cuor  suo   sentiva  di    amare  quell'esserino   fiammeggiante che tanto  aveva fatto  per lui.  Improvvisamente  avverti  in  se delle parole biascicate,   come una sorta di raspare  dentro  l'anima,   che lo   inquietarono.

- Corri  Acx,   corri più veloce  che puoi,   sto   spegnendomi ormai,  non posso  più nulla  contro  la grande sommità,   lei non ha  cuore,  ricordi? La mia vita ha fermato   il tempo,   la mia morte per la,  tua vita lo  ha  imprigionato,   tu hai  creduto  in me  e  ce l'abbiamo  fatta,   amico mio,   ma ora non  vivrò se non in  te,   in  te ho   trovato la morte,   in  te vivrò, corri Acx, corri!-

Acx iniziò a. correre fra le fiamme, sconvolto, e le fiamme lo stringevano, lo imprigionavano, gli toglievano vita, ma corse perché Fatuo sarebbe vissuto solo cosi, le lacrime gli rigavano le gote, aveva amato quel fuocherellino, ed ancora era incredulo, ma sapeva che doveva essere cosi.

 

Si risvegliò dopo molti giorni, coricato su un giaciglio di fiori, dal profumo pungente, ma dolce. Accanto a lui una vecchia ed una bambina si tenevano per mano,

- voi  siete -

Acx non poté  concludere poiché la vecchia lo   interruppe:

- Si Acx sono Io -

Io mi chiamo Aficapilla-

dissero  in coro l'anziana  e la giovane:

- noi  siamo  uno,   uno   è  due,   viviamo   cosi,  nasciamo  vecchi e giovani,   poi ringiovaniamo   ed  invecchiamo,   questa è la nostra perfezione.  Noi abbiamo  la prima  chiave per l'archivio   dei mondi, conserviamo  la vita  di ogni  essere,   la disegniamo  sui petali  dei fiori,   la  tua vita  era sui fiori  sui  quali hai riposato,   tu ne hai sgualciti alcuni,   cancellando   i ricordi,   fruga nella  tua memoria,   te ne accorgerai-

Acx  si  concentrò   e  trovò   delle lacune nella memoria, ma si rese anche  conto   di non aver perso nulla  di veramente importante,  il padre la madre,   Green,   il   teatro,   erano  al  loro posto,   aveva perso   solo   dei brutti ricordi,   tutti  tranne uno,   la morte  di Fatuo   era ancora nella  sua mente,   ma  Acx non avrebbe ma  i voluto  dimenticare  il  raggio   di gela,  per  nessun motivo.

Poi gli  tornò   in mente  Green,   stava per chiedere al nascimori il modo   per  trovarla  ma   quello  disse:    

- Giovane uomo,   tu la rincontrerai,   sul fiume  con  il   Chiaroscuro, esci  da  questa prateria  e  sarai arrivato-

e  Fatuo?  È perduto?-
chiese  sapendo  già la risposta,

Vive  in  te, Adesso  vai,   ci rivedremo presto uomo-

Io  salutò  Africapilla.

Acx  si incamminò, volti,   profumi,   e sensazioni,   si accavallavano nella mente  confusa,  ma un desiderio  forte di vita lo  riempiva  di una strana gioia,   ed  iniziò   a  correre, dentro   di se sentiva pulsare un  angolo  di gelo.
Arrivò  al   fiume  che  era già notte.         

 

 

La barca, lasciò   il molo   silenziosamente,  mentre ancora Acx   e  Green  dormivano  profondamente,   rannicchiati nelle loro coperte.

Chiaroscuro  sedeva al   timone,   teneva  Tapis   in braccio   e lo carezzava distrattamente,   lasciando  fuggire lo  sguardo   corrucciato lungo   il  fiume,   stava riflettendo   fra  se  e  se  di molte  cose, incomprensibili all'immaginazione umana.

-I tuoi pensieri sono  lontani  da  qui-

Commentò    Tapis  affilandosi le unghie sui  calzoni a  righe  dell'amico;

- hai  ragione,   pensavo  al viaggio,   a quanto  è lungo,   e pensavo  a  questi umani,   credo  siano   sulla buona strada,   stanno comportandosi bene,      

Tapis  annui:

- Si,   specie  se  si  considera  che entrambi hanno  avuto   complicazioni sentimentali,   ed Acx  con  qualcuno   che mi aveva detto  di non poter amare-

Chiaroscuro  arrossi  imbarazzato, Acx lo   tolse  dall'impiccio. Il giovane  emerse dalla cabina ,   con un  lungo sbadiglio   salutò   il giorno,   poi si guardò  attorno   con gli occhi ancora annebbiati,   erano molto  lontani  dalla  città  dei lilly, oramai,  nemmeno la si distingueva più all'orizzonte;           

- bene-

 pensò   il  giovane

  - questo  dovrebbe far  tornare di buon umore  Green-

Ora si trovavano a scivolare sul fiume lungo un territorio brullo, bruciato da un sole implacabile,

- siamo partiti da molto?-

Chiaroscuro   depose  Tapis  su un  cuscino   e si alzò   con un movimento felino:

- si ,   speravo   da un po’  che  ti svegliassi, mi si sono addormentate le gambe standomene seduto  al   timone da solo per  tutte  queste ore,   ti  spiacerebbe  darmi  il  cambio? Basterà   che  tu  tenga  il   timone  come  è ora,   non lasciando  accostare la barca alle rive,   altrimenti potremmo  arenarci-

Lo   sguardo   della  creatura ombrosa  diceva ben  altre  cose,   che non le  sue labbra,   cose  che  Acx  comprese perfettamente,   cosi sorrise  ed andò   a prendere  il posto   dell'amico. Quando   Green si  svegliò,  molto  più  tardi,   i due  si  erano  già sistemati ai loro  posti abituali,   Chiaroscuro  al   timone  e Acx seduto    a metà barca,   tutto   sembrava più  che normale ma alla giovane non sfuggì  la complicità fra i due amici, sorrise divertita,   quei due  cominciavano  a diventare  decisamente poco  discreti.

- che posto  bizzarro-

esclamò  la ragazza guardandosi attorno, il  deserto   si  estendeva a  perdita  d'occhio,  in tutte le  direzioni,   ed  il sole brillava su una sabbia vagamente verdognola  e  decisamente  traslucida.

   il  deserto  verde,-
precisò   Chiaroscuro

- Il  fiume lo  attraversa proprio nel   cuore,   se avessimo  più tempo,  molto più  tempo,     mi piacerebbe mostrarvelo  più da vicino,   in sostanza è  come un mondo  a se,  pieno   di  strane

forze,   e  di  forme  di vita  ancor più  strane,   e poi  ospita popolazioni  che  sono   sicuro  vi piacerebbero,   può  darsi  che ne vedremo alcuni prima  di uscire  dal  deserto,   sono  per la maggior parte  esseri bruciati  dal  sole e di  dimensioni non  comuni,     resti di un  popolo  glorioso, conoscono   canzoni  e leggende meravigliose.   Mi spiace proprio di non potervi portare da loro,   essi vivono nel profondo  sud del  deserto,   sarebbe  troppo   il   tempo   che  impiegheremmo  per trovarli-

Mentre  faceva  questo  lungo,   (  per lui}  discorso,   Chiaroscuro parve  sbiadire un po',   e farsi più grande,  ma poi,  tacque e l'illusione  svanì. I due giovane erano   stati colpiti  dalle  sue parole,
tanto   che  iniziarono  a scrutare  i bordi  del  fiume alla ricerca di  testimonianze lasciate  dalla presenza  delle  creature  descritte. Passarono   la giornata  in  questo modo,   cercando   qualcosa sulle rive,   ma non videro nulla;   Quando ,il   crepuscolo   cominciava a delinearsi all'orizzonte  con una  striscia arancione, ed  il loro   interesse a sbiadire frustrato   dall'insuccesso, Green schizzò   in piedi  additando   qualcosa  che  era  ancora molto  lontano,

-  Guardate,   guardate,   cosa vi  sembra  che  sia?-

Acx  segui lo   sguardo   dell’amica  e  si  trovò   a  fissare  quella che fino  a poco  prima gli  era  sembrate una  comune montagna. Ora  che poteva  o  voleva verla meglio   si rese  conto   che  in realtà era un'immensa rappresentazione  di  donna inginocchiata. II sole le  tramontava alle  spalle,   tingendola  tutta di una livida luminescenza dorata La grande  statua,   era la più perfetta riproduzione  di nudo umano   che  i due  giovani avessero mai veduto. La forma delle  spalle  abbandonate,   la linea  delle labbra tumide   e morbide,   socchiuse  su denti brillanti.   Le  ciglia setose,   lunghe, chiuse ad ombreggiare  due  occhi  persi in visioni misteriose. E il modo  in  cui  il  sole morente rifletteva sui piccoli seni  delicati,   da adolescente  e  sulle natiche  quasi  efebiche,   in

cui  si  infiltrava  tra  i  capelli  raccolti  creando  scherzi   di riflessi   e  contro   riflessi nel materiale verde brillante   che  componeva la statua.    

Gli  esseri umani,   contemplarono  la  statua a lungo   senza riuscire a staccarne gli occhi ammirati,   e man mano   che si avvicinavano lei  diventava più grande, finche fu  come una vera montagna,

Le passarono  sotto   in un lungo   istante di meraviglia,   tanto vicini  da poter allungare la mano   e  toccare le levigate ginocchia. Quando  lebbero  oltrepassata i due .giovani  si resero   conto   finalmente di  cosa fosse  in realtà. La     stavano  ancora  fissando, il  sole  ebbe un fremito   e

lanciò   l’ultimo,   tremulo  raggio,   di  quella giornata. Il  dito  di luce  colpi   le labbra socchiuse  della  "statua", come per magia la verde donna  ebbe un sussulto,   poi lentamente si portò  le  dita della mano  destra alle labbra,   come gustando il  sapore  del  sole,   in  seguito  alzò  gli occhi  e li fissò   sui di loro,   con un leggero  sorriso,   come una specie  di saluto.

All'unisono  Acx  e  Green  si volsero  verso   Chiaroscuro:

-   Cosa?!!-

la   creatura  della notte   e  del  giorno   emise una risata argentina risonante  di un1allegria canzonatoria

- Quella è Warzawa, ,   vive  sulle rive  di  questo fiume,   è una  delle  creature di  cui vi parlavo  oggi,. le   tribù  del   deserto  hanno  una  quantità di leggende su di lei,   essa è la  creatura vivente più antica  sotto   il  sole  di  questa dimensione,   forse  è  l'unica superstite  di una razza di  titani,

o una montagna fatta donna  chissà,

Warzawa svanì all'orizzonte più  in  fretta di  quanto   era  comparsa, mentre la notte  calava rapida  sul   deserto   e  sul  fiume. I due giovani si coricarono nei loro  giacigli  e Passarono

una nottata  densa  di  strani  sogni,   erano  ancora sotto l'influenza misteriosa  della vista  della  titanica  donna.

Dal   canto   suo   Chiaroscuro  rifletteva  seduto   al   timone,   carezzando distrattamente il pelo  di  Tapis.

 

 

L a barca  si  fermò  bruscamente  con  uno  schianto  secco,   ed     i  due giovani persero  l1equilibrio   cadendo  sul ponte uno  sull'altro. Era  da poco  passata l'alba ed ora  erano   fermi  in mezzo al  fiume.    

- Si  tratta di una  secca mobile  -

spiegò loro   Chiaroscuro:          

- Non  è possibile  evitarle,   si spostano  lungo   questa Parte del  fiume,   in  questo   tratto  di  deserto  più  sabbioso,   e non è possibile  stabilire  dove le si può   incontrare. -

Acx  si preoccupo  un  poco  a  quelle parole:     .

- Come faremo  ad andarcene?  dovremo restare bloccati  qui?-

- Fon sarà necessario,   tra  qualche  tempo la  secca  si  sposterà, e la barca  sarà libera-

Green si portò  a prua stiracchiandosi  chiese:

- vuoi  dire  che  siamo  bloccati  qui,   sulla barca a  tempo   indeterminato?

- non necessariamente  a bordo,   potremmo  scendere  e  sgranchirci le gambe,   e  quanto  al   tempo,   non  staremo   qui  a  lungo .  queste  secche  durano   al massimo  un paio  d'ore-

 a queste parole la  ragazza scavalcò   il  bordo   della barca  con un piede,   ma un  dubbio  la fermò  a metà  del  passo   che  stava facendo:

- sarà molto profonda l'acqua?-

- solo  poche  dita-
Rassicurata,   Green lasciò la barca e raggiunse la riva seguita dagli altri. Per un po'   rimasero  fermi li  a parlare,   poi  quasi  senza pensarci, presero   a  camminare lungo  la  riva,   era bello  potersi  muovere liberamente per una volta,   senza  i  confini ristretti  che la barca  imponeva loro

dopo   pochi minuti trovarono  quella  che  era la prima vegetazione  che vedevano   dopo  giorni  di  deserto, di un'abbagliante macchia  di vivissimo   verde,   sul colore  smorto   del  paesaggio, fioriti,   di delicati fiori rosa Pallido,   quasi  delle rose  selvatiche,   soltanto  molto, molto più grandi,

- Che meraviglia-

Esclamò Acx inoltrandosi fra i cespugli, Green, Chiaroscuro e Tapis non poterono che seguirlo. La  macchia di vegetazione era molto più grande di quanto non fosse loro sembrato al primo acchito, ed era tutta composta dallo stesso tipo di pianta. Girovagando fra  la vegetazione, e gustandosi il fresco piacevole che vi si trovava, i nostri amici si accorsero della presenza di una musica, un'arpa, o  un pianoforte?

Sulla, melodia cantava la voce più meravigliosa che Acx e Green avessero mai sentito.   

- E questo   cos'è?  -             

Si rivolse Acx  a  Chiaroscuro,   il  giovane  era pronto   a  scommettere che  si  trattava  del preludio   al  prossimo   scherzo   dell'amico.
Questi  esitò come per ricordare,   poi                il  suo   sguardo   si  illuminò:        

- Ma   certo,   deve  trattarsi  di loro,   non  credevo  fossero  ancora  qui

- loro   chi?-

Acx   era   contrariato:

- Breaking  GÌass   e Moonage,   venite  con me.
Dovettero   correre per  seguire l'amico   che  si  inoltrò  veloce tra  i  cespugli e  Si fermò   soltanto ad una radura,   nel  mezzo della  quale  era ferma una  donna, una strana  donna Per la verità. Era  di   colore,   altissima, e  sottile   come un  giunco,   aveva  capelli viola legati  a  chignon alti  sul  capo,   dava un'impressione di  fragilità  e   trasparenza,   come  se  fosse  stata una bambola di vetro.

Era  troppo   insolita per poterla definire bella, ma  sicuramente colpiva l'immaginazione.

 la musica   che avevano  udito  proveniva  da lei,   sembrava prodotta  dal  vento   attraverso  le pieghe leggere  del  suo lungo  abito  viola,   e mentre  il  vento   suonava lei  cantava, inconscia   della loro presenza.  Inconsapevole   dell'effetto  prodotto dalla  sua voce nel   cuore  dei visitatori.

- Il  suo nome  è  Breaking  Glass,   è  l’essenza   del  suono   e  della musica,   canta nelle lingue  che  esistono-

I due giovai,! umani non riuscivano  a  capire perché la donna non  li vedesse: 

- E forse  cieca per non accorgersi di noi?-       
chiese  Green

- no ,   ma è  come se lo  fosse,   ha rinunciato  a muoversi e Parlare col resto  del mondo,   lai  canta sempre.-

- ma perché?-
rimandò   Green,

- Per lei- 

Non l'avevano notata prima,   e nel momento in cui   Chiaroscuro  l’indicò  loro se ne   stupirono v

Era  bellissima,   indescrivibile;   con la pelle azzurra  ed  i  capelli neri.

Stava  seduta fra  i fiori,   con la  testa   china  e lunghe mani diafane abbandonate  in grembo;  

  e  dei vestiti scuri  poco  appariscenti;   ma era  di gran lunga la  creatura    più meravigliosamente bella  che avessero  mai visto.

si voltarono verso   Chiaroscuro  con gli occhi pieni  di  domande:

- e'   Moonage,   l’essenza   della bellezza»    rinunciò   a vedere il mondo  per  sentir   cantare  Glass.   L'una non può   che  cantare   l'altra non può   che ascoltare,  per sempre-

Ai  due giovani  tutto   ciò parve molto   crudele,  non  comprendevano:

- ma,   perché  tutto   questo?   c'è  forse un  qualche  spaventoso incantesimo  su di loro?-

Chiaroscuro non rispose  subito,   rimase a guardare Glass   che

ai avvicinava a Moonage,   e le  si  inginocchiava davanti,  

- Un   incantesimo   c'è,   ma  nessun mago  è coinvolto , una  è la musica,   l'altra la bellezza,  e  fatale,   su di loro  si libbra l'amore,   musica  e bellezza, sono  lo   spirito   dell'amore.-           

I  giovani  si volsero  alle  due  creature,   avvolte  dai fiori e  dalla musica,   e  si  sentirono   sollevare  e portare lontano,   dal suono   della voce  di  Glass,   dalla  bellezza del  viso   di Moonage.

sembrò  loro   di volare  sul mondo,   su  quello   che  erano   stati,   su  ciò che sarebbero  diventati;

Green  rivide le  spalle  di Bitch  ed  il  sorriso   di  Trillon;   Acx il  volto   segreto   di   Chiaroscuro   e  quel   sorriso   che  conosceva solo lui;»

Si sentirono  piccoli  ed  impauriti,   grandi  e gloriosi,   La musica li portava,   la bellezza  li guidava.

Amarono   in  quegli  istanti,   tanto   che  i loro  occhi non  seppero   trattenere le lacrime,   e non  sapevano   se fosse Per gioia o  per disperazione.

Ebbero  bisogno  l'uno   dell'altra,   ma stavolta non potevano  aiutarsi, erano   in luoghi  diversi,   dentro  le loro menti,   apprendevano e scordavano   cose diverse,   finalmente   capivano.

Poi  si  trovarono   di nuovo  li,   con gli occhi bagnati   in  quella radura fiorita,   e le braccia  di  Chiaroscuro  attorno   alle loro spalle,   piene  di   temerà sollecitudine»

- E passato molto   tempo,   dobbiamo   andare o non  troveremo  più

la barca»-

Si allontanarono  ancora storditi,   troppo  per riprendere  il viaggio con  serenità.

 

 

 

L a lunga barca nera di Chiaroscuro si accostò ad un piccolo molo fra ghiacci candidi un remoto luogo, dove brillavano riflessi di uno strano bagliore aureo.

Il sole Pareva non esistere, e come lui ogni altro astro non era che un ricordo.

Assorti Acx e Green si scrutarono: iniziava cosi Per loro un altro viaggio nel viaggio, del quale sia la meta che il senso erano nascosti nel fondo del mistero di Chiaroscuro.

Mentre pensavano ciò furono sviati dai loro pensieri da una sorta di ritmico respiro. Che sbatteva incorporeo sui loro corpi. Acx rabbrividì a questa sensazione, e Green gli si fece più vicina " cosi non ti perderò più" pareva pensare la giovane.               

Chiaroscuro già camminava lontano da loro, la sua ombra, lunga, contrastava nettamente nel nitido splendore di quei ghiacci eterni.

Chissà chi era, un nomade del deserto, un pioniere dello spazio un viandante dei ghiacci, Chiaroscuro?. I due amici si affrettarono a raggiungerlo. Chiaroscuro intanto si era fermato su uno sperone di ghiaccio che sembrava gettarsi verso il vuoto, come un tuffatore nell'istante

appena precedente il tuffo. Acx e Green si avvicinarono fiduciosi all'amico, rimanendo poi

incantati per lo splendore di quello che videro. Il mare si frangeva davanti ai loro occhi su una spiaggia di ghiaccio aureo.

Ogni volta che l'onda si frantumava sul litorale; la dove l'acqua arrivava, o con un'ondata o per uno spruzzo, o per qualche minuscola goccia, cresceva un fiore verde smeraldo che poi scompariva nell’onda reflua.

Mentre Acx si spingeva sulla spiaggia. Chiaroscuro  si  assise accanto a Green e le raccontò una strana leggenda di maghi e folletti che ancor vigeva in quel luogo.

- Si narra che sotto il ghiaccio di Bhal, cosi è detto questo luogo vivano i folletti del freddo, che Per illuminare la sotterranea notte imprigionano l’aureo arcobaleno che da ai ghiacci questo colore. Al crepuscolo, Quando i folletti del freddo dormono l’aureo arcobaleno si libera nell'aria e va ad illuminare la notte del cosmo. Un tempo lo si poteva scorgere transitare anche dalla terra, si dice anche che un giorno un bimbo lo riconobbe, e lo chiamò a giocare con lui, l'aureo arcobaleno si divertì a tal punto da regalare a quel bambino un arcobaleno per il suo pianeta.

Su una montagna della terra ancor oggi vive quel bimbo che ogni tanto ostenta l’arcobaleno per i suoi simili. Oggi la vanità dell'uomo terrestre per se stesso non lo porta più ad apprezzare quello che il cosmo gli offre, cosi  perse anche 1' aureo arcobaleno; ..... l'uomo     -

II racconto fu interrotto dall'arrivo, alquanto agitato di Acx:

Sta arrivando una nave? la si vede All'orizzonte... chi è?

- Non è un'imbarcazione, è la regina di Bhal che torna alla sua terra, dopo una lunga stagione di eremitaggio trascorsa sull'isola Ignis illae-
Mentre la voce armoniosa di Chiaroscuro echeggiava fra i ghiacci di Bhal, Vel la regina, si apprestava alla riva scortata da due meravigliosi cavalli, uno nero, l'altro bianco, che galoppavano mirabili sulla quiete di quei mari.

La regina era un'estasi. Inviolate praterie i suoi lunghi capelli smeraldini, ghiaccio cosmico

i suoi occhi abissali. E quello scatto felino, quasi impercettibile, quella voce pura, come

il suono di un diapason, la rendevano regina davvero.

Dove la regina passava il ghiaccio si scioglieva, per il calore che emanava da lei, e ricresceva la vita.

Era il calore dell’isola di fuoco che veniva liberato, l'isola su cui Vel aveva Passato tanto tempo, per poter portare  Bhal a nuova vita.

I due cavalli intanto nitrivano accanto al chiaroscuro che li carezzava entrambi.

- Ben tornata, regina di Bhal, ti aspettavamo.

- mi e stato riferito tutto Chiaroscuro, i tuoi amici siano i benvenuti;

venite, vimaw e tate ci aspettano.-

- Chi sono, regina Vel?-

- Gentile Acx, sono le creature che cavalcavo, ora però sono tornati a riprendere il loro posto nell'imeneo sistema della lotta per la vita e per la morte. sono loro l'essenza di queste forze apparentemente opposte

Camminarono immersi in un riflessivo silenzio, ad Acx sarebbe piaciuto cantare, era tante che non lo faceva, ed a lui piaceva tremendamente. La voce di Acx riportò Green a pensieri terrestri, il suo lavoro, gli amici; gli scherzi; le risate, la città con le sue luci, i suoi rumori, e la solitudine, la vita di ogni giorno, gli stenti le Paure. Rivide tutto sotto una luce diversa, più cosmica, quasi religiosa, capi l'inutilità di molte cose, la banalità, malgrado ciò però sarebbe tornata sulla terra, la sua vita era li . Nel frattempo erano arrivati ad un luogo ove si ergeva un enorme arco di ghiaccio rosato.... e sotto l'arco i cavalli.

I due giovani al ricordo delle parole di Vel rabbrividirono e rimasero ammutoliti fissando quelle creature che lottavano, quasi  in una sorta di abbraccio d'amore. Per un brevissimo istante agli occhi attoniti dei due giovani parve di vedere qualcos’altro sotto l'arco, al posto dei cavalli, ebbero

la fugace impressione di vedere tre giovani donne ferme sul ghiaccio, ma non fu che un istante.

- La morte è il cavallo nero vero Vel?-
azzardò Green

- La regina sorrise all'ingenuità della giovane:

- mia bella Green, ti porta ad errare  l'atteggiamento terrestre che tende a racchiudere una creatura in uno schema fisso, ma qui ciò non è possibile, ogni più piccolo essere, o non essere, possiede un'infinità di sfaccettature, ed è e non è contemporaneamente qualsiasi cosa,  il cavallo

nero è l'immagine di quello bianco e viceversa, insieme sono la vita e la morte, inseparabili perché un'unica cosa; la morte prelude alla vita e non c'è vita senza morte,.... cara Green-

Detto questo la regina come per istinto alzò lo sguardo al cielo; si accorse cosi che la notte incombeva, era il crepuscolo primaverile di Bhal.

E mentre tutto attomo si faceva scuro, da sotto l'arco un'intensa luminosità filtrava fra i ghiacci.

- dovete andare prima che sia troppo tardi. Chiaroscuro è stato bello rivederti--
mormorò  la regina. I   tre si accomiatarono dal misterioso sguardo reale. Acx e Green si incamminarono, inoltrandosi nella luce sotto l'arco, convinti di dover continuare il viaggio soli, ma poi Chiaroscuro li raggiunse, e per un istante non furono che scure sagome in un mondo di luce, per gli occhi della regina oramai persa nella notte.

Si accorsero che la collina su cui  si trovavano era bianca solo  nel momento in cui

i colori dell'arcobaleno  si dissolsero, arrivarono  cosi sulla soglia di un  antico tempio di

marmo.

- ci siamo, questa è la meta,-
disse solennemente Chiaroscuro.  Entrarono e fecero quei passi che li separavano dal centro del tempio con una certa esitazione,. Erano delusi, profondamente, come era possibile? Avevano percorso tutta quella strada, affrontato tanti misteri, perso tanto di loro stessi, e guadagnato tanto.... tutto ciò per giungere in un luogo desolato, nebulose, che sembrava dimenticato

perfino dal tempo.

Non potevano proprio credere che la meta del loro viaggio fosse quel tempio in rovina, quelle colonne sbrecciate, quel silenzio senza mistero.

Green rivolse due occhi turbati a Chiaroscuro:

- cosa significa tutto ciò?-

il  giovane della penombra si guardò attorno con una bizzarra espressione

- E passato molto tempo da che   sono stato qui l'ultima volta, allora nemmeno Io ne conoscevo il significato, ma poi compresi, comprenderete anche voi-

Non riuscirono a strappargli altre spiegazioni, si sedette sui resti di una colonna, e prese a fissare il cielo, o forse le nubi, come in attesa di qualcosa.

Improvvisamente i due stupiti giovani videro Tapis sbucare da dietro un colonna e balzare in braccio alla creatura della penombra, ma non lo avevano lasciato sulla barca a Bhal quel gatto? –rinunziarono  a porsi altre domande, quella bestiola riusciva ad essere più ermetica di Chiaroscuro Acx e Green non cercarono neppure di distogliere l'amico dal suo torpore, si sedettero anche loro su una colonna e rimasero pazientemen­te li, parecchio tempo.

Molto più di quanto loro non si rendessero conto, qualcosa doveva ancora succedere, ma cosa?

Cominciò  a piovere, malgrado l'aspetto del cielo non avesse subito mutazioni. Fu un vero temporale, rumoroso e terrificante, o cosi avrebbe dovuto essere?

Loro non udirono tuoni, non videro lampi e non avvertirono raffiche di vento. Sulle prime non fecero nemmeno  caso alla pioggia, ma poi si resero conto di essere inzuppati e si rifugiarono più dentro al tempio verso il centro, qui si accorsero di un fatto singolare. Sul pavimento, o meglio nel pavimento si era formate una pozza, la pioggia cadeva da uno squarcio sul soffitto, e si raccoglieva

al centro del Pavimento riempiendo un avvallamento di forma perfettamente ovale.

Acx avvicinandosi disse

- sembra una specie di fontana-

Dietro di loro Chiaroscuro finalmente ai rilassò:

- è  nascor vitae, la sorgente della vita- 

Queste parole resero molto più affascinante pozzanghera agli occhi dei due amici,

- avvicinatevi pure, se guarderete  vedrete qualcosa di molto interessate-

Mormorò  Chiaroscuro con una voce lontana anni luce da loro

si volsero stupiti, lui non c'era più, e nemmeno Tapis. 

 Acx fece un gesto, come per seguire  l'amico, ma Green lo trattenne, e lui la segui di nuovo verso la fonte,  intorno ai loro la pioggia continuava a cadere silenziosa.

 

 

G uardarono nella pozza titubanti, l'acqua era piatta e limpida,  pura e cristallina come mai avevano visto, sembrava uno specchio, i loro volti vi si riflettevano con tanta chiarezza che rimasero senza parole, perché la polla d'acqua non rifletteva solo i loro visi, nella fonte il tempio si rifletteva insieme a loro, e l'immagine era quella  di un tempio appena costruito, non si rifletteva lo squarcio nel tetto, ma solo marmo bianco, delicati fregi, e preziosi affreschi. Acx e Green ai costrinsero a staccare gli occhi dalla pozza e si fissarono sconcertati:

-tu come lo spieghi questo?-
chiese Acx

- come lo spieghi tu!-

rispose Green additando la pozzanghera Acx si volse . l'immagine riflessa non era più quella dei loro due volti, tutt'altro. Quello che vedevano era una stanza terrestre, piena di disordine,.

Con  le pareti piene di quadri......quadri?

- Green, vedi anche tu quello che vedo ?-

- Si, credo di si-

Vedevano dei quadri, dal piò vicino sorride­va Chiaroscuro, poi c'era Song del deserto di specchi; e più in la Glass, Moonage,  Africapilla e tutti gli altri. Tutti quelli che avevano incontrato, anche Vel, e Bitch, la cui vista strinse il cuore di Green in una dolorosa emozione.

Ma più in la c'erano altri tre quadri un po' defilati, ma ben visibili .

Rappresentavano tre giovani donne, una era vestita di bianco ,immersa in un caldo color pallido, la seconda era orientale, vestiva di rosso ed aveva una sciarpa rossa fra i capelli crespi; la terza era pallidissima, aveva capelli neri, un bizzarro vestito rosa, ed un cappello di paglia da cui piovevano in una valanga, dei fiori colorati; era immersa in un nero profondo.

Acx e Green stavano pensando che mai avevano tre tipi cosi bizzarri, che  un  ciottolo cadde dalla volta decrepita del tempio e fini dritto nell'acqua  cancellando la visione.

Malgrado ciò Acx e Green non smisero di fissare la polla, qualcosa doveva ancora succedere, E qualcosa accadde, 1'acqua tornò calma , le tre giovani degli ultimi quadri li fissavano con sorrisi cordiali

-Salve-

Disse la bianca creatura del primo quadro:

- benvenuti a templis Sum-

Acx e Green si scambiarono uno sguardo turbato e tacquero.

- Questi due giovani sono turbati-

Disse la giovane in rosso del secondo quadro; quella del terzo annui piano.

- Forse hanno bisogno di spiegazioni-
Disse la prima.

- Di molte spiegazioni-
rispose la seconda*

- senz’altro troppe-

La voce della terza era profonda e lontana, come venisse dall'aldilà.  La prima si rivolse di nuovo a loro:

- Salve di nuovo, Acx e Green della terra,  sono la creazione-

-  sono l'esistenza-
intervenne la seconda.

Io non sono-
disse la terza.

- Noi tutte siamo la Vita, ci siamo già incontrati ricordate? Anche se in quel caso avevamo un aspetto diverso, un po' equino-

i due giovani annuirono e lei continuò

- Vi aspettavamo da qualche tempo, ci avete messo parecchio ad arrivare -

La Creazione aveva pronunciato queste parole con una creta severità, cosi Green si senti in dovere di rispondere:

- Naturale!  sono successe molte cose; del resto noi non sapevamo di essere attesi-

- Si, è una buona giustificazione-
disse l'esistenza.

- ad ogni modo siete qui, e questo è ciò che conta ora-

Si siamo qui, ma non sappiamo perché, Non sappiamo nemmeno se siamo proprio noi le persone che attendete, Non abbiamo compreso molto di tutti gli avvenimenti che sono accaduti ultimamente

- La Morte scosse il capo

- Tu sei sempre irruente Acx, siete proprio voi che aspettiamo, siamo qui per spiegarvi tutto,

è giunto il momento che sappiate-

- allora fatelo! cos'è questo mondo? perché siamo qui? Perché abbiamo vissuto tutto questo?-

La creazione scosse il capo delicato:

-              Questo & l'archivio dei mondi, il luogo di memoria dell'universo, Qui sono conservate le memorie di ogni mondo esistito, esistente o che esisterà;  questo mondo è un limbo fuori dal tempo, un luogo Che è sempre esistito e non smetterà mai di esistere. Un luogo che esiste, e nello stesso tempo non esiste.-

I due giovani si sentivano parecchio disorientati:

- Non capisco-
mormorò Green.

La morte le rispose col suo sussurrare:

- E' comprensibile, noi non ci aspettiamo che tutto vi sia subito chiaro, ma vi assicuro che capirete; pensate ad una biblioteca . L'archivio dei Mondi è una specie di biblioteca, qui sono conservati
i libri di tutti i mondi del nostro universo, voi ne avete letto alcuni-

 - Come sarebbe, noi ne abbiamo letto alcuni?-
Fu l'esistenza a rispondere ad Acx:

Tutti i posti che avete visto sono memorie di mondi: II labirin­to  degli specchi, la città di Bitch, il monte dei fatui, il deserto, la distesa ghiacciata, sono testimonianze raccolte
qui in millenni dì ricerche

Acx e Green si lanciarono uno sguardo: 

- Va bene ma noi come entriamo in tutto questo?-
Chiese Green:

E' un po' complesso il rispondervi; ma vedrete da voi che la ragio­ne per cui siete qui è perfettamente comprensibile, ed anche giusta-

Nella pausa dell'esistenza si introdusse la morte:

In ogni mondo che avete visitato avete incontrato qualcuno, questo qualcuno è '1 rappresentante del mondo da cui proviene, una specie di ambasciatore all'archivio.-

- Voi avete visto-
continuò la creazione:

- una cupola tempo fa, ed il Chiaroscuro vi disse che li era il luogo della terra, ebbene quel luogo è vuoto, perché ancora non esiste nessuno che si sia addossato la responsabilità di rappresen­tare il vostro pianeta-

Su queste parole cadde un silenzio colmo di attesa, i due amici distolsero lo sguardo dalla polla e si guardarono:

temo di aver capito-
mormorò Acx

- Anch’io-

Gli occhi di Green erano colmi di perplessità,  stemperata in una sorta di entusiasmo, si rivolse cosi alle tre figure nella sorgente:

- Voi volete che noi, Acx ed Io, restiamo nella cupola, volete che diventiamo gli ambasciatori della terra!-

Le tre figure annuirono:

-  Proprio cosi, pensateci bene, avete intrapreso un lungo viaggio, avete visto molte cose, superato molte prove, imparato moltissimo a questo scopo; Vi siete accorti di essere cambiati da voi stessi. Avete fatto e sentito cose che mai avreste pensato di sentire o fare, avete amato molte cose e penetrato i principi che sono alla base dell'essere parte dell'archivio* Siete perfetti per
questa missione, riflettete bene: accettate di diventare i rappresentanti del vostro mondo presso questo luogo di memoria?-
Acx scosse il capo:

- Ma ciò significherebbe restare qui per sempre, non rivedere mai più chi amiamo, o fare ciò che ci piace-

- Non è esatto, innanzitutto coloro che entrambi amate sono nell'archivio, vero?-

I due giovani arrossirono imbarazzati e non risposero, cosi l'esistenza sorrise e continuò:

-,  poi c'è il fatto che gli ambasciatori non passano qui tutto il tempo, come potrebbero? Vanno e vengono Fin che il loro mondo vive essi saranno spesso li, ad osservare, apprendere, immagazzinare, memorie da portare qui, Viaggiano nei tempi del loro mondo ( poiché non vivono più nei tempo comune),; senza però poter in alcun modo interferire sul destino del pianeta, che non deve mai essere alterato dall'archivio o dai suoi accoliti, il compito di ambasciatore è difficile ma importante, voi potete diventarlo se lo volete, e noi confidiamo che lo vogliate.-

- Potremmo andare e venire come vogliamo?-
Chiese Acx

- Visitare gli altri ambasciatori e ricevere visite da loro?-
Aggiunse Green, le tre creature sorrisero:

- potrete muovervi fra qui e la terra come vorrete, e tu Green poterai vedere Bitch quanto vorrai anche a lui farà piacere-
- e' quando la terra finirà che ne sarà di noi?-

La morte sorrise

- Acx, verrete qui, sarete i custodi delle memorie del vostro mondo-
li giovane si rivolse a Green:

- Tu che pensi?-

- Non so, ma credo che con tutto ciò che ho visto ed imparato qui, non potrò mai più tornare come ero una volta, ormai penso che sia troppo tardi per  tornare  indietro,, avremmo dovuto farlo all'inizio, Quando incontrammo Tapis e Chiaroscuro, ora è tardi siamo già gli ambasciatori della terra-

Acx annui e si rivolse alle tre nella polla

- anche Io la penso cosi, accettiamo l’incarico-

Le tre annuirono e subito cominciarono svanire dall'acqua, ma Acx non aveva ancora esaurito i suoi quesiti:

- Un momento aspettate­
le immagini tornarono subito nitide e lo fissarono interrogativamente:
- Noi abbiamo visto molti mondi ed ogni volta incontrato persone diverse, ma rimane un dubbio, Tapis, Chiaroscuro, voi tre, da dove venite?-

Un sorriso tenero piegò le labbra della morte:

- In un certo senso, Noi siamo alcuni degli esseri originari dell'archivio, noi vita lo dirigiamo, Chiaroscuro è il nostro contatto con i mondi, una specie di bibliotecario, e Tapis è il
suo aiutante.-

- Non vi vedremo più?-

Domandò infine Green, ma il loro tempo ormai scadeva, le tre immagini si dissolvevano, ma la morte le rispose

- Non necessariamente-
poi svanì.

Acx e Green ebbero appena il tempo di scambiarsi uno sguardo stupito che tutto li attorno venne avvolto in una luce tanto forte da costrin­gerli a chiudere gli occhi.

 

 

 

G reen apri gli occhi a fatica, davanti ai  lei c'era Acx con addosso i panni da mendicante che indossava all'inizio di tutto ed anche lei aveva gli abiti di allora, poi si rese conto che non erano più nel tempio

siamo  tornati­
le disse Acx indicandole il palcoscenico del vecchio teatro

- ehi , avete trovato il gatto?-

Si volsero stupiti, II regista  li fissava con la solita aria agitata:

- Beh? Che c'è? Sarà meglio che vi svegliate dal trance, c'è un vostro amico che vi aspetta in platea-

Come un sol uomo i due si precipitarono sul palco, e laggiù in prima fila videro un'alta figura aggraziata sdraiata su un sedile

- Venite, abbiamo molto da fare noi tre,-
Sorrise Chiaroscuro alzandosi. Ecco, ora tutto andava a posto, proprio a posto;

- Andrà tutto meravigliosamente bene-
considerò Green avviandosi di corsa dietro ad Acx. Quando lo raggiunse, vicino all'amico, i loro sguardi si incrocia­rono

- Credi?!...-

Mormorò Acx lasciando inespressa una frase che Green conosceva:

- Non lo so-

rispose lei, non lo sapeva, un sogno? realtà? Non si sentiva in grado di rispondere, solo Acx sentiva una presenza luminosa in se, una presenza fredda:

- Niente sogni-

Mormorò il fatuo, Green lo udì e finalmente i due sorrisero sollevati: mondo di incognite appassionanti si apriva di fronte a loro.

 

FINE