l'archivio dei mondi
Ecco una bozza di racconto scritta a quattro mani con un amico..... ribadisco che si tratta di una bozza, forse prima o poi faremo il vero lavoro, ma non ci conterei troppo. io e lui insieme riusciamo a formare la più formidabile coppia di pigri del creato.
L’archivio dei mondi
S. M. Canobbio
C. A. Ciotti
pioggia, improvvisa, si rovesciava sulla città formando vivaci rivoletti che si incontravano e fondevano, per poi buttarsi nel fiume li vicino ed andarsene chissà dove. La sigaretta bruciava umidiccia sotto il temporale, le mani cercavano riparo nelle tasche del lungo impermeabile, i capelli agitati dal vento, e non ancora completamente zuppi di pioggia, gettavano gli ultimi riflessi dorati al giorno; la notte s’inoltrava veloce.
Un velo di malinconia scendeva sugli scuri occhi mentre i piedi rompevano i rivoli d’acqua, formando onde crespe sotto il marciapiede. Un pensiero nostalgico alle lande natie; ma uno più urgente all’angolo… dei passi frettolosi, echeggiavano, minacciosamente. Si voltò di scatto: i palazzi ed il ponte sul fiume ingigantivano le loro ombre con il crepuscolo…
E’ una serata di malinconia, -
Alzò il collo fradicio dell’impermeabile, sputò il mozzicone ormai spento e riprese a camminare; come un’eco … nuovamente quei passi, ed altri ancora. D’istinto allungò il passo, voltandosi di tanto in tanto, la prima volta gli sembrò di scorgere un’ombra seminascosta dietro un albero, poi un’altra più in la … molto grande, gli erano dietro. La pioggia sferzava il viso ed il cuore batteva il ritmo.
-Merda! Ma che…?!-
Il suo corpo agile gli permise di distanziarli un po’ quindi si rifugiò in un locale il cui clima tranquillo e vagamente festaiolo lo calmò:
Scusa il telefono, dov’è?-
In fondo al corridoio, vicino alla toilette-
Gli rispose una ragazza che non appena si fu allontanato si rivolse ad un’amica:
Poveraccio, è fradicio.
Io lo asciugherei volentieri….- sospirò l’amica
Vedi se riesci a conoscerlo-
L’amica raccolse l’invito e partì alla carica; sono ben lontani i tempi delle belle addormentate.
Allora Green, hai capito dove sono? Mi raccomando prendi l’auto e sta attenta, ciao-
Hai da cambiare?-
Vicino alla porta della toilette una ragazza graziosa lo guardava sorridendo, rispose al richiamo implicito dello sguardo di lei con una smorfia, che per quanto bizzarra fece effetto alla giovane
Devo fare una telefonata pure io, più tardi-
E sottolineò “più tardi‿.
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Ti dico che è vero, uno era gigantesco, non ho idea di quanti fossero, non sembravano nemmeno umani, giuro!-
Dai Acx stasera lo racconti a ciliegia, lui forse ti crederà-
Green rise
E ridagli con ‘sta storia… ma a te che te ne frega se dormo col mio orso?! Oddio che mondo!-
La pioggia ormai cadeva rada, le gocce lacrimavano sul viso dei giovani, Acx borbottava ancora qualcosa, Green sogghignava.
Di notte si incontra la vita, quella che di giorno si confonde col traffico, quella che sa aspettare, quella che viene condannata malgrado la sua spontaneità, la naturalezza con cui viene vissuta.-
Green non capi fino in fondo il discorso di Acx, ma lei non cercava mai di capire la gente, sapeva che non era possibile conoscersi totalmente, ma convenne con lui; le piaceva maledettamente camminare la notte e rubare un po’ di quella vita che in fondo non appartiene a nessuno. Furono distratti dai loro pensieri da uno scricchiolio sinistro, subito seguito da un brontolio e da un:
Aia! Concetta!-
Acx spinse l’amica dietro un albero:
Zitta Green, sono loro!-
Oddio Acx! Che ti prende? Saranno persone che passeggiano; non ho mai sentito di mostri di nome Concetta!-
Dai Green! Non sono un visionario ho un certo sesto senso per queste cose….-
Si come quella volta che hai legato un poliziotto con un lenzuolo scambiandolo per il ladro della tua radio: -
Di rimando Acx la guardò disgustato: perché non capiva che il pericolo era imminente?
Eccoli guarda!
Le misteriose spie erano due ombre, una imponente seppur esile, l’altra più goffa, sembravano nascere dalla luce di un lampione dietro il quale gli inseguitori si erano probabilmente rifugiati. Si avvicinarono al lampione ma tutto ciò che videro furono due occhi nero petrolio e vispi come il mercurio, che completavano mirabilmente il musetto di un micino dal folto pelame grigio-azzurro. Green scoppiò in una risata:
Perbacco che orribile mostro!-
E prese in braccio il gattino scoprendo cosi fra il folto pelame una medaglietta recante un nome: Tapis.
Adesso andiamo da Acx. Gli facciamo una sorpresina-
Tapis la guardò con uno strano luccichio negli occhi neri.
- tu piccolino sei davvero un gatto particolare,
Detto ciò Green si rese conto di aver raggiunto il teatro dove Acx stava provando, un antico stabile neoclassico, un tempo, una chiesa. Entrarono dalla porta laterale, e percorsero un lungo e buio corridoio, reso più tetro da dipinti raffiguranti scene di guerra e tortura. In fondo al corridoio si apriva la porta del palcoscenico dove Acx, in uno scenario di città moderna un po' decadente, sotto le spoglie di un mendicante rabberciato, chiedeva elemosina ad una ricca signora.
Green con il gatto fra le braccia, si appoggiò ad uno stipite intendendo attendere in silenzio il termine della prova ma Tapis le sfuggì dalle braccia e corse giù per una scala
-Tapis-
Gridò la ragazza, ma il gatto non parve nemmeno udirla, non cosi Acx. Il giovane infatti sentendo il richiamo si girò di scatto facendo cadere a terra ciò che la dama gli stava donando.
- Mio Dio Green, quel gatto non fa che combinare guai ed eravamo quasi alla fine!-
Sospirò il giovane lasciandosi cadere sulle tavole del palco.
- Non importa Acx, tanto è ora di pranzo, facciamo pausa-
Disse il regista
- Beh, insomma adesso bisogna riprenderlo Green, il sotterraneo è peggio del labirinto di Minosse, potrebbe perdersi-
Si infilarono tutti e due giù per la scala, seguirono Tapis fino ad una stanza buia, piena di polvere ed anticaglie di ogni genere. Si trattava di una parte del teatro che non avevano mai visitato; Quando aprirono la porta, uno spiraglio di luce, proveniente dal corridoio alle loro spalle, fece intravedere la grandezza del salone in cui erano entrati, sembrava un deposito dimenticato.
Riuscirono a trovare un antidiluviano interruttore che permise loro di accendere un polveroso proiettore, il quale lampeggiò più volte prima di illuminarsi e rendere visibile lo spazio intorno.
Quella era la stanza dei sogni di Green; c'erano manichini con abiti che, seppur polverosi e tarmati facevano ben intuire l'eleganza e la ricercatezza del passato, c'era un vecchio pianoforte a coda con il coperchio aperto e lo spartito ancora sul leggio, se non fosse stato per lo spesso strato di polvere che lo ricopriva si sarebbe potuto pensare che il musicista si fosse allontanato da poco; più in là c'era un'arpa, e poi bauli, scenari, copioni, panche, e tante carabattole teatrali, cose assolutamente affascinanti, il tutto illuminato dall'incerto faro tremolante sembrava una sorta di visione metafisica
Acx si avvicinò all'arpa mentre Green si aggirava qua e la. Dal canto suo il gatto, forse sentendosi ignorato, usci da dietro una fessura del muro e miagolò, tornando cosi immediatamente nell'interesse dei due:
-Tapis!-
Gridarono all'unisono, ma il micio già si era ritirato all'interno della nicchia, che sembrava comunicare con una stanza vicina. Notarono infatti, quasi nascosta da un vecchio fondale raffigurante un canale, probabilmente veneziano, una sontuosa porta di marmo, ma cosa ci faceva in un sotterraneo teatrale?
Con grande fatica spostarono l'ingombrante dipinto Acx si rese conto che da sotto lo stipite filtrava una luminosità intensissima:
- Hai visto?-
- Forse comunica con l'esterno, eppure non ho mai sentito parlare di un'uscita in questa zona Dicendo questo Green spinse la porta, non aspettandosi di vederla cedere, ed aprirsi. Davanti ai loro occhi si spalancò un buio cosi netto che pareva 1' andito assorbisse la luce proveniente dal magazzino. Istintivamente i due giovani si voltarono intenzionati a tornare sui loro passi; ma qualcosa li trattenne: Il riflettore lampeggiante si spense con un colpo secco che risuonò nel silenzio come uno sparo, Acx e Green non vedevano nulla, ma pareva loro di cogliere come un rumore proprio davanti a loro, e poi alle spalle, e come se non bastasse c'era la sensazione fisica della porta sull'oscurità che si apriva come una nera voragine proprio dietro a loro; il leggero rumore si ripete davanti a loro, come qualcuno che muovendosi urtasse contro uno degli oggetti che ingombravano il pavimento.
D’un tratto la luce come si era spenta si riaccese; e fu allora che davanti ai loro occhi spalancati si parò la più singolare creatura che avessero mai visto.
Si stagliava nella luce incerta del riflettore in uno strano atteggiamento di attesa: di alta statura, aveva spalle esili e forti ed un'aria romantica I suoi abiti sembravano usciti da uno di quei vecchi film sui corsari del mar dei Caraibi: pantaloni aderenti a larghe strisce verticali, una giacca di velluto blu sui risvolti della quale posava il colletto di trine della camicia bianca tenuto chiuso da un'enorme spilla tonda; teneva la testa piegata da un lato, e sul suo viso aleggiava un'espressione enigmatica.
I due sconcertati giovani si trovarono a non poter definire il sesso di quel viso dagli occhi verde chiaro, paurosamente seri, le labbra dalla linea purissima, avevano come una sorta di lontano sorriso. Il volto era incorniciato da capelli castani striati di biondo, raccolti sulla nuca da un fiocco dello stesso tessuto della giacca, che scendevano fin alla vita.
- Salve a voi, potete chiamarmi Chiaroscuro, se vi va.-
Affascinato suo malgrado dal mistero emanato dall'antagonista Acx biascicò:
- ci hai spaventati, non ti avevamo senti arrivare, chi sei? non ti ho mai visto in teatro-
- Ego dominus Tapis sum, ego sum sui potestatis-
Chiaroscuro passò oltre loro, oltrepassò la soglia oscura; l'oscurità pareva dissolversi al suo passaggio, incerti se seguirlo o meno i due si scambiarono un'occhiata titubante: morivano dalla curiosità di sapere cosa quella bizzarra figura avesse in serbo per loro, d'altro canto erano piuttosto sospettosi, certe cose di solito accadono solo nei romanzi, ben difficilmente se si verificano nella realtà sono ciò che vogliono sembrare. Chiaroscuro attendeva tranquillamente al confine fra luce e tenebra e li fissava con serena pacatezza, forse fu proprio la sua calma ad indurli a seguirlo, in una sorta di spazio senza confini, con zone di buio totale immerse in una luce abbagliante. Da una zona oscura poco più in la emerse con un piccolo balzo il piccolo gatto cagione di tutta quella pazzesca situazione il quale corse senza esitazione incontro a Chiaroscuro che lo prese in braccio:
—bene; pare che ci siamo tutti-
Nell’udire queste parole Acx e Green realizzarono quanto non fosse occasionale l'arrivo nella loro vita di Tapis, quel gatto era andato da loro espressamente per condurli in quel luogo. In quel sotterraneo erano attesi,
- A che scopo tutto ciò? non è tutto un po' troppo plateale?-
Nella voce di Green c'era una certa irritazione, non le piaceva essere dalla parte di chi viene manovrato;
- Si tratta di una storia troppo lunga per venire raccontata, pazientate , un po' per volta saprete tutto.-
- spiegaci ora, o ce ne andiamo adesso-
II tono di Acx forse non piacque a Chiaroscuro ,il giovane senti lo sguardo verde penetrare, nei suoi occhi neri, e si sentì frugato, setacciato, nei ricordi più segreti; trasalì:
- no! tu non puoi farmi questo, non puoi!-
Chiaroscuro gli si avvicinò e si inginocchiò di fronte a lui ed abbassò la testa , Acx allibito si trovò a fissare i cappelli spioventi di quella figura prostrata; sembrava quasi di poter cogliere ogni colore dell'arcobaleno in quella fluente capigliatura, l'oro, oppure lampi di lilla, il verde gli riempivano gli occhi.
- Io non voglio, Acx, non posso, nessuno mai potrà rubare il tuo passato, i ricordi , le esperienze, solo tu puoi esserne il giudice. Solo tu puoi conoscere il perché di ogni tua azione. Non è giusto ciò che gli altri sostengono che lo sia se il tuo cuore sa che non lo è-
Acx avrebbe voluto chiedere, spiegare, ma fu imprigionato dai ricordi, in uno. snodarsi di sentimenti che lo trasse in un gorgo senza apparente uscita.
Green era dapprima rimasta immobile ad ascoltare, ma poi di fronte al comportamento dell'amico, gli si era avvicinata decisa ad aiutarlo ma Chiaroscuro le si accostò e le sfiorò i capelli dolcemente:
- Non ti preoccupare , sta rivivendo il suo passato, egli ora è giudice di se stesso, Acx accetta di venire con me, e tu?
Green non tradì il suo coraggio si strinse nelle spalle ed annui. Chiaroscuro allora le indicò un lungo corridoio che era apparso dal nulla alle sue spalle, un corridoio fatto di pura luce, lei si incamminò e subito si trovò persa in una luminosità tanto intensa che non le riusciva più di vedere nulla, ma continuò passo dopo passo, stringendo i denti.
stentava a crederci, stava ricordando cose alla rinfusa, volti voci, eventi le si affollarono dentro senza un filo, la prima volta che aveva visto il volto di Acx, l'espressione remota con cui a volte sua madre l'aveva guardata molto tempo prima, ricordò la propria prepotenza con gli altri bambini a scuola, il primo amore, la prima volta che aveva odiato….. Continuò cosi a testa alta in mezzo a tutto quello che costituiva il tesoro della sua anima, strinse gli occhi: non sarebbe stato un trucco di quel luogo a renderla impotente, a sconfiggerla. Lei non si lasciava spaventare da nessuno, e lei corse, corse, nella luce di quel luogo che stava dove nessuno era stato mai. Piangeva, lei che non aveva mai pianto! ma era lei che aveva vinto.
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Quando Green fu svanita Chiaroscuro raggiunse Tapis, si aspettava di trovarlo addormentato in qualche macchia di buio, ma lo vide vicino al corpo abbandonato di Acx.
- Tapis, perché quello sguardo preoccupato?-
- Ma come? vedo i mie amici comportarsi da pazzi e non dovrei preoccuparmi? non capisco perché costringerli ad affrontare tutto questo.-
- Debbono conoscersi lo sai, molte volte gli umani dimostrano di non aver
coscienza di se, ad ogni modo amico mio ora è meglio che tu vada, raggiungi
Green, so che non accadrà, ma se dovesse arrendersi alla luce avrà bisogno di te
Chiaroscuro si alzò indicando la strada a Tapis il quale iniziò a saltellare, da una zona di buio all’altra, pochi secondi ed il gatto non fu più visibile.
- E' ora, -
Bisbigliò Chiaroscuro, quindi si tolse la lunga giacca, contemporaneamente si alzava una nebbia sempre più fitta , si chinò su Acx e sollevò fra le braccia esili il giovane che si abbandonò completamente a questo abbraccio.
Si risvegliò dopo un giorno, turbato da ricordi che avrebbe custodito nel proprio cuore a lungo, cose che riguardavano solo lui e Chiaroscuro, cose....
Era su una barca, in una piccola cabina spoglia, non ebbe comunque il tempo di guardarsi attorno perché Green irruppe nella stanza e gli urlò:
- Acx, questo non lo devi proprio perdere! Acx sveglia!, guarda che meraviglia! dai Acx
II giovane lasciò il letto e seguì l'amica sul ponte e poi fino alla prua della barca, si muovevano lentamente su un fiume che scorreva in un deserto di sabbia finissima, sulla riva sinistra si ergevano enormi monumenti di forma ovoidale che scintillavano al sole del crepuscolo come fossero fatti di cristallo, alla richiesta di spiegazioni Chiaroscuro rispose:
- Sono i luoghi dei mondi-
fece una pausa poi indicò una cupola un po' scostata dagli altri monumenti:
- quello è il posto della terra-
Acx e Green cercarono di vedere l'interno della costruzione, ma non poterono farlo, al loro passaggio tutta la sfera pareva divenuta di specchio e vi si videro riflessi
- varcherete l'ingresso di quella costruzione, ma trascorreranno molte notti, pur sembrando vicino nello spazio quel luogo è lontano nel tempo, ed il tempo scorre lento, proprio come questo fiume.-
La barca toccò il molo antico senza apparentemente produrre rumore, viaggiavano ormai da parecchi giorni, il bellissimo deserto era scomparso ben presto lasciando il posto ad una curiosa nebbia luminosa; per tutto il tempo Chiaroscuro era rimasto seduto al timone, senza mai dormire, almeno apparentemente, sicché l'avvistamento del molo era stato per i due un'avvenimento straordinario.
Quando ebbe ormeggiato Chiaroscuro alzò il suo sguardo verde sui due amici :
- Voi dovete scendere qui, resterete con qualcun altro per un po'-
La voce della creatura era roca ed un po' aspra, come se l'aver taciuto a lungo le avesse addormentato le corde vocali. Green ed Acx scesero dalla barca, avrebbero voluto chiedere altre notizie, ma evitarono , il loro compagno non dava certe risposte, ormai lo avevano capito .
Lo lasciarono seduto con Tapis fra le braccia e si avviarono nella nebbia. Alle loro spalle la barca si allontanava mentre Chiaroscuro rimaneva a guardarli finché non svanirono. La foschia era solida, luminosa come sempre, i due amici si erano abituati a lei come alle mura di casa, ecco il motivo per cui rimasero veramente molto stupiti imbattendosi in una porta. Era grande, la più grande che avessero mai veduto, e si ergeva solitaria, non aveva mura attorno, solo nebbia.
- e questo?-
mormorò Green fissando il legno intarsiato,
- l'unica cosa che si può fare con una porta è aprirla e passare anche se in questo caso la cosa è pazzesca-
Acx spinse la maniglia d'ottone verso il basso, la porta si aprì con un sinistro cigolio degno dei peggiori film di terrore, si guardarono: oltre l'andito tutto sembrava normale, lo oltrepassarono e si ritrovarono in una sorta di labirinto di specchi.
- Ma... cosa?! ! !-
fece Acx voltandosi verso la porta, ma questa non c'era più, solo specchi, all'infinito. Green si avvicinò ad uno dei più vicini, una sorta di antico piano riflettente dalla cornice istoriata montato su zampe d'elefante in argento. Ciò che vide la fece arretrare inorridita: nello specchio c'era al posto suo, un'orrenda vecchia, dalle labbra sbavanti e senza capelli.
- non ti spaventare è solo un'illusione-
La voce li colse alla sprovvista, cosi si volsero; erano in quel mondo da tempo sufficiente per sapere che la stranezza era li normale, ma questo era troppo. Qualcosa di incredibile: una mezza testa, mezza, con un po' di collo ed un pezzo di spalla, dopo un attimo di confusione si resero però conto non vi era in lei nulla di cruento, i suoi contorni svanivano in una piccola nube argentea; come in una specie di favola, l'occhio che li guardava, di un intenso blu, non celava una grande purezza d'animo, e la mezza bocca era gentile come una carezza.
- Voi dovete essere gli inviati del Chiaroscuro che vive sulla barca-
I due, persi in contemplazione non udirono nemmeno la domanda della creatura, che rise, si avvicinò un poco, fluttuava nell'aria lasciandosi alle spalle un’eterea scia argentea.
- Allora sarà il caso che mi presenti sono "thè song" il guardiano di questo posto delle immagini.-
Green esitò un 'istante poi chiese:
perché siamo stato condotti qui da Chiaroscuro??-
- forse voleva che vi mostrassi qualcuno dei miei specchi, bene allora, seguitemi, -
Nell'udire queste parole Green rammentò l'orribile immagine da lei vista poco prima:
se posso, vorrei sapere perché ho visto quella vecchia, nello specchio-
L'occhio azzurro di Thè Song la studiò pensoso, :
tu sei bella,Green della terra, però forse in qualche luogo, sepolta dentro di te c’è
una cosa come quella che hai visto; sei sicura di non sapere già di che si tratta?-
la ragazza lo osservò aggrottando le cilia, ora capiva il che fare domande a Thè Song sarebbe stato come farle a Chiaroscuro, inutile.
Song precedette i due per molto tempo, guidandoli lungo il labirinto di specchi, che pareva non aver mai fine, ogni specchio era alto il doppio di una persona, ed altrettanto largo, ognuno aveva cornici d'argento decorate con piedini intonati al tema delle decorazioni, la cosa che li rese più perplessi era però un'altra, negli specchi comparivano altre persone, moltre altre, oltre a loro stessi, erano in secondo, terzo piano, raggruppate. Stavano solo li, donne, vecchi uomini, ed altre strane creature mai viste, erano tutti immobili e parevano in posa per un quadro o una foto.
Ma la particolarità non si limitava a questo; ogni volta che ad uno di loro capitava di riflettersi in uno specchio vedeva un'immagine sempre diversa, a volte a fissarli era la loro faccia bambina, o anziana, debole o scarna, mai quella reale. Questo riflesso non svaniva al loro allontanarsi, restava come prigioniero dietro il vetro, esitava e poi arretrava andando a raggiungere le altre figure già presenti.
Nel peregrinare i due giovani persero ogni senso del tempo e dello spazio, continuarono finché non si resero conto di un fatto: mentre loro ad ogni specchio lasciavano un'immagine, Song nemmeno si rifletteva, era come se non esistesse:
-Song?-
La voce di Green era un po' esitante:
- potrei farti una domanda?-
- sicuro, chiedi quello che vuoi-
- perché non compari negli specchi?-
L'unico sopracciglio si accigliò per un istante:
-é perché ormai non ho più nulla che possa essere riflesso dagli specchi, che possa essere lasciato in loro -
- vuoi dire che se restassimo qui a lungo, perderemmo a poco a poco il nostro essere attuale e diventeremmo come sei tu?-
ACX non poté nascondere un leggero tremito della voce:
- uhhh, non dovreste restare a lungo, basterebbe che vi specchiaste in ognuno degli specchi-
Nei due amici dilagò un sotterraneo fiotto di paura
- In questo caso se non ti spiace vorremmo poter andare via, non abbiamo nulla contro di te, però preferiremmo rimanere cosi come siamo, potresti condurci alla porta?-
Song sorrise:
- ma sicuro, sicuro, immaginavo che saputo tutto avreste voluto andarvene, fanno tutti cosi , ma non sarà necessario condurvi Proprio da nessuna parte, la porta è li.-
I due si voltarono nella direzione indicata dallo sguardo di Song e si trovarono di fronte la porta, la stessa che avevano varcato tanto tempo prima, sembrava; pareva che non avessero mosso un solo passo dal luogo del loro ingresso nel dedalo di specchi. Con un rapido saluto si accomiatarono da Song e sparirono oltre la soglia, la creatura fluttuante restò ad osservare la porta per qualche istante, sorrise:
- Molto, molto bene, che ne dici Chiaroscuro?-
Da dietro lo specchio più vicino emerse la sottile figura di Chiaroscuro
- Non so Song, non sono restato qui tutto il tempo, come è andata?-
- Molto bene hanno lasciato qui ciò che dovevano, possono proseguire, -
Chiaroscuro si volse e si allontanò, nemmeno lui lasciava immagini negli specchi, fece pochi passi, finché raggiunse la porta d'ingresso, non quella varcata da Acx e Green, un'altra.
Acx usci dalla porta lieto di aver superato la temibile insidia degli specchi, ma questo suo ottimismo non era destinato a durare a lungo, si rese conto di non avere accanto a se Green.
Incredulo il giovane ristette, poi come scuotendosi da un sogno gridò il nome dell'amica; ma non riuscì ad udire neppure la propria voce.
Sembrava quasi che in quel luogo, apparentemente in tutto simile alle distese di nebbia cui era abituato, le onde sonore non potessero propagarsi, era come fossero assorbite completamente
dalla foschia. Chiamò e Chiamò più volte l'amica; nessuno, niente, nulla, era completamente solo. Nessun colore, nessun suono, nessun profumo, solo una sorta di calore ad ogni passo sempre più forte, intenso e violento che scottava dentro fino a diventare ardente.
Man mano che il calore cresceva la nebbia diradava, trasformandosi in piccole goccioline d'acqua che cadevano al suolo trasformando il prima solido ed asciutto terreno in una specie di acquitrino nel quale i piedi del giovane affondavano rendendo difficile ogni passo.
Acx cominciò finalmente a distinguere il paesaggio attorno a se, rimase ammutolito da quello che vide: un'enorme montagna di fuoco vivo e guizzante si stagliava all'orizzonte. Fece qualche passo e notò un'altra cosa; alla base del monte infuocato era ben visibile un ingresso, una sorta di galleria che si infiltrava fra le fiamme, si avvicinò finche non poté distinguere l'interno della grotta, si rese conto che in tutto l'andito crescevano dei fiori di un candore quasi abbagliante; avvicinandosi il calore man mano diminuiva, come se nella galleria il fuoco, per qualche ragione non producesse calore.
Quando il giovane fu entrato nella grotta si avvide che i fiori rivestivano quasi interamente le pareti, affascinato ne raccolse uno, un delicato insieme di cinque petali madreperlacei che al contatto con la sua mano si aprirono, istintivamente Acx lo lasciò cadere e rimase a fissarlo mentre appassiva a vista d'occhio, finché mentre il fiore si inceneriva, una luce schizzò dal cuore dei petali, e fluttuò nell'aria fino ad Acx, si trattava di uno strano esserino, che a tratti pareva una farfalla di luce ed a tratti invece sembrava una fiammella guizzante, una specie di fuoco fatuo;
L1esserino, il "fatuo" come lo avrebbe chiamato poi Acx spiegò al giovane di essere pura luce e pensiero, un raggio di gelo, ciò spiegava il motivo per cui nella grotta c’era tanto più fresco che fuori, dato che un fatuo viveva in ognuno dei fiori. Trovò cosi un amico, fu naturale per Acx poi, quasi volendosi liberare dal grande peso che aveva dentro, un peso fatto di domande, dubbi e paure; iniziare a raccontare, la sua storia al fatuo che pareva sorridergli fluttuando leggero come una farfalla di fuoco sui candidi fiori.
- E' cosi ora mi trovo qui a parlare con te mentre Green in chissà quale mondo sperduto si trova. Sai, mi sembra un sogno, mi piacerebbe svegliarmi, ma non posso, -
II fatuo fece un guizzo verso il viso del giovane:
- Noi ricordiamo incontrammo Green, almeno 1000 anni fa, in una città che andava perdendosi nell'oblio, fu abbandonata da tutti gli esseri viventi, quella città, perché ormai non c'erano spazi per i pensieri, la fantasia e per l'amore, non c'era più posto per noi; il freddo causato da questo abbandono, diventava tale che ce ne siamo dovuti andare, ma non senza lottare, abbiamo guerreggiato con le idee, i pensieri, ma era tardi per cambiare le cose. Fu presto nulla, tuttavia ricordo la ragazza che tu descrivi, quegli occhi verdi ricchi di idee, quelle stesse di cui avremmo avuto bisogno, e quei capelli di fuoco vivo, per un attimo pensammo di poter restare con lei, ma ormai, nell'attimo stesso in cui la vedemmo, in compagnia dei nostri amici lilly, ci eravamo allontanati già di almeno un secolo.-
Queste parole sconvolsero Acx:
- Ma non è possibile, non sarà passato nemmeno un giorno, ero con lei, ma lei… ti prego, fammici capire qualcosa, devo ritrovarla per favore Fatuo.—
Il tempo non si può fermare, esso trascorre eterno sia per te che per Green, c'è ormai un millennio fra voi, resta con noi Acx, o ti perderai nel tempo.-
Il giovane rimase immobile; il fatuo lo guardò dritto negli occhi, voleva spiegargli quanto fosse irrealizzabile il suo desiderio, ma lo sguardo di Acx, nero come la notte lo commosse oltre il consentito, gli guardò i vestiti sporchi di fango e cenere ed improvvisamente si senti felice per quell'amicizia, decise che avrebbe impegnato la propria vita per aiutarlo:
- Una vita può fermare il tempo, l'amore e la morte per la vita lo imprigionano-
Queste parole rimbombarono come un'eco nella testa di Acx che si alzò in piedi:
Io darei la mia vita per lei-
no Acx, non tu-
Rispose sibillino il fatuo che trasse da chissà dove un bizzarro strumento a corde e prese a suonarlo. Il suono era stridulo e violento, come un richiamo di guerra, una melodia lacerante, capace di strappare la voglia di vivere; Acx fu preso dalla musica e senti la propria mente bruciare gli sembrò di svenire per un lungo istante, che gli parve eterno, un'eco nella testa non
gli dava pace.
- una vita può fermare il tempo, l'amore e la morte per la vita lo imprigionano-
tremò per Green, per il Chiaroscuro, per Tapis, per Song e Fatuo; Si alzò a fatica e si rese conto di udire un canto melodioso e ritmato, tutt'intorno una luce bianca si propagava come in un sogno; Rimase affascinato nel vedere sopra di se un'enorme cielo di fatui danzanti. Quello spettacolo gli riempì la testa di pensieri alieni, più adatti ad un fatuo che ad un essere umano, si sedette cosi su un masso li accanto per cercare di riordinare le idee, ma finì col fissare estasiato il magnifico spettacolo sopra di se. I Quello che in un primo momento pareva una distesa uniforme di fiammeggianti fatui altro non era che un insieme di coreografie complesse; Le creature si univano; poi si spiegavano in immense formazioni, diverse ad ogni passo della melodia, si creavano cosi illusioni di paesaggi, volti, vortici, pareva di stare in un sogno psichedelico. Le danze ed i suoni erano un crescendo, allora un vento molto caldo si alzò dalla montagna e si precipitò violentissimo fra i danzatori, riunendoli in un vortice che sparì all'orizzonte. In quel turbine i canti parevano mescolarsi come in una melopea epica del mare si Saffo; si sarebbe forse fermato su una spiaggia deserta, quel vortice, o forse ancora vaga ed i fatui con lui ancora cantano, ed a volte li si sente, anche se poi di quella nenia si incolpa il vento; ma questa è un'altra stria.
— non sei solo Acx—
II giovane alzò gli occhi e vide Fatuo in compagnia di urna fiamma veramente anziana che era , come gli spigò l'amico, una vera autorità di saggezza fra i fatui, l'anziano di nome Fides, si rivolse ad Acx con una voce che pur essendo mentale era ricca di risonanze antiche:
- Voi attraverserete la grande sommità, Fatuo raffredderà il fuoco, ma fate attenzione, se questo equilibrio si dovesse spezzare voi restereste prigionieri della montagna, fra il fuoco ed il tempo astratto, per l'eternità; questa è la tua verità Acx.
- come la mia?-
II giovane era spaventato, la prospettiva di perdersi fra fuoco e tempo non lo entusiasmava davvero. La vecchia fiamma considerò per qualche istante il volto di Acx come meditando la possibilità di spiegargli altro, ma poi disse:
Non ti posso dire di più, mi dispiace ragazzo, ma è così, vai ora non hai più nulla da fare qui, buona fortuna.-
Fides si appoggiò su una roccia che a strapiombo si perdeva nel mare di fuoco, si poggiò e poi si trasformò, in una fragrante rosa bianca.
—E1 tempo Acx, dobbiamo partire, sarà un viaggio davvero molto lungo.-
Acx avverti un brivido gelido scendergli lungo la schiena per un attimo ebbe paura, ma il volto di Green e la possibilità di poterla rivedere, di poterle raccontare tutto, lo spronarono ad andare generandogli dentro un coraggio folle, Voltò lo sguardo verso la rosa, allungò la mano, come per toccarla, ma vide staccarsi un petalo, fragile e bianco che venne a posarsi sulla sua mano, era il saluto di Fides, con una mossa decisa voltò le spalle alla fiorita città dei fatui e si avviò.
La montagna di fuoco incombeva sopra di lui ed ardeva come la paura.
-I nascimori ci aspettano Acx, loro sapranno sicuramente consigliarti, conoscono la storia di ogni essere, anche la tua.-
- Nascimori? davvero un buffo nome, chi sono? Perché sanno queste cose? come le sanno?-
- sanno tutto, credimi, non so come, ma lo sanno, sono coscienti anche di avere un nome buffo-
Acx arrossì e Fatuo ridacchiò:
- Sono un popolo perfetto, hanno la sapienza di vecchi ed il vigore dei giovani, lo vedrai, ma è meglio pensare a ciò che ci aspetta, prima dobbiamo attraversare la sommità, non sarà facile, lei non ha cuore-
Acx corrugò la fronte, si chiedeva se Chiaroscuro sapeva di quanto stava accadendo, ma si dovette riscuotere dai pensieri, era già immerso in un mondo di fuoco, freddo grazie a fatuo, la cui voce gli disse:
- Guarda Acx c'è Green, la sua immagine, qui vengono conservate le immagini del passato, sappi vederle-
Acx guardò e notò nel fuoco delle immagini, danzavano fra le fiamme ma non c'erano dubbi, quella era proprio Green, mentre camminava lui poteva vedere ciò che era successo all'amica, era come una specie di Film.
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La porta si chiuse alle spalle di Green con un colpo secco, per un istante la ragazza rimase immobile, davanti a lei non c'era la solita marea di nebbia chiara e scura, ma la hall di un albergo di lusso, uno di quelli per miliardari, pensò di essere tornata nel suo mondo e si volse verso Acx, ma rimase pietrificata: non c'era traccia del giovane. Eppure erano entrati insieme nella porta del dedalo di specchi, doveva essere uno scherzo, sicuramente Acx si nascondeva dietro la porta sghignazzando fiero di se. Con un movimento nervoso riaprì la porta, ora normalmente inserita nella parete della stanza, si trovò a fissare l'interno di uno sgabuzzino pieno di scope.
- Oh Dio-
Gemette facendo un paio di passi indietro, si guardò attorno, non doveva essere nel mondo reale dopotutto, doveva essere un altro universo parallelo, un nuovo scherzo del Chiaroscuro.
- Acx, dove sei?-
non ebbe risposta, solo l'eco della sua voce che si ripercuoteva in quella sala deserta.
Il sangue le si ghiacciò nelle vene, era rimasta sola Si guardò attorno, non c'era traccia di vita, nessuna creatura, nessun movimento, nulla di nulla, e se quel luogo fosse stato pericoloso? Si lasciò cadere su un alto sgabello, , si prese il volto fra le mani ed affondò le dita fra le spire infuocate dei capelli. Una sottile strisciante paura, aveva paura. Forse era perché l'amico non era con lei, era la sua mancanza, la sua assenza che mandava la sua cosiddetta forza a farsi benedire, aveva bisogno della sua bionda presenza per poter essere razionale. Forse lui adesso era in pericolo, forse aveva bisogno di lei, forse
Devo muovermi, trovarlo, restare qui seduta non serve a nulla-
Acx camminava dietro al fatuo che gli indicava la strada, teneva gli occhi fissi sulle fiamme, su ciò che Green aveva vissuto mille anni prima, ma ogni scena svaniva dalla sua mente non appena l'aveva vista, ricordava solo di aver visto l'amica fra le fiamme, e di averla vista triste, null'altro era rimasto nella sua mente;
Green esitò solo per un istante, poi uscì nel mondo sconosciuto che si trovava fuori dall'albergo, e si trovò in una strada immensa, in una città deserta, ma che tuttavia sembrava viva, si incamminò. Mentre camminava rifletteva sul modo per ritrovare l'amico, vagò rimuginando tutto il giorno, senza incontrare anima viva, fu cosi che la notte la sorprese ancora sola ed affamata, completamente perduta. Cercò rifugio in un palazzo, ma tutti avevano l'ingresso sbarrato, così finì con l'infilarsi in un sottoscala nascosto e tranquillo, vi si rannicchiò come un gatto cercando, peraltro inutilmente ,di ignorare i morsi della fame.
Devo uscirne, in qualche modo-
mormorò.
- USCIRE DA COSA? DA DOVE?-
La voce la fece sobbalzare, con sgomento si rese conto che era venuta da una crepa nel muro all'altezza del suo viso.
- Chi c'è?-
Tentò inutilmente di dare alla propria voce un'intonazione sfrontata. .
-NESSUNO DI PERICOLOSO, NON SPAVENTARTI, SONO SOLO 10-
Le rispose la voce al cui seguito fece la sua apparizione dalla crepa del muro un omettino grande come il suo dito medio, vestito come una specie di gnomo. Green boccheggiò per lo stupore e quando ritrovò la voce non le riuscì di trovare nulla di più originale da dire se non:
- e tu chi sei? un lillipuziano ?-
- IO SONO TRILLON, UN LILLY CHE NON SI E1 MAI SOGNATO DI PUZZARE!-
L'omino faceva il broncio come un bambino! gli tese il palmo, lui ridacchiando balzò sulla sua mano.
- Bene Trillon, , sono Green e ti giuro che non sono mai stata tanto felice di conoscere qualcuno.-
L'omettino alzò gli occhi a mandorla su di lei
-SONO CONTENTO ANCHE IO, NON VEDO CREATURE COME TE DA TANTO DI QUEL TEMPO! TRANNE BITCH, NATURALMENTE-
Il viso di lei tornò serio:
- Creature come me? sei sicuro che non ce ne siano altre? E' molto importante per me , cerco un giovane della mia gente, può darsi che abbia con se un gattino.-
- GATTI?! DOVE SONO I GATTI, NE HAI ANCHE TU?-
a quanto pareva ai Lilly i gatti non piacevano molto, chissà perché.
—No, non ne ho, ma per me è molto importante sapere dove si trova questo mio amico,
II Lilly avverti nella voce di Green qualcosa che gli fece comprendere l'importanza di quella richiesta:
-IO NON SO NULLA MA FORSE A CASA QUALCHE ALTRO LILLY LO SAPRA1 OPPURE LO SAPRA1 BITCH-
- allora cosa aspetti? andiamo a vedere!-
- VA BENE, USCIAMO DA QUI, METTIMI SULLA TUA SPALLA GREEN, TI MOSTRERÒ DA CHE PARTE DEVI ANDARE-
SÌ incamminarono cosi nella notte e mentre camminavano Trillon si sentì in dovere di informare la ragazza circa il popolo dei lilly, Green seppe cosi che si trattava di piccole creature del sottosuolo, superstiti di una città che un tempo aveva ospitato persone, di ogni razza e misura, seppe anche che con loro viveva una persona, Bitch, che secondo le parole del lilly era il guardiano della città, una specie di menestrello delle gallerie, da quanto aveva capito, perché stranamente il piccoletto era reticente a proposito di questa faccenda.
La loro camminata non durò a lungo, Trillon la condusse all'entrata di un metro' e le disse:
-SCENDI DI LI, SIAMO ARRIVATI.-
La ragazza obbedì e si ritrovò in una normalissima stazione di metropolitana, naturalmente deserta.
ma qui non c’è anima viva! Trillon, avevi detto che avremmo trovato la tua gente, dove sono?-
NON TEMERE NON SONO LONTANI-
Trillon si alzò in piedi, sulla spalla di Green, e preso un grandissimo respiro strillo: --
-GENTE!!! VENITE FUORI, NESSUN PERICOLO PER VOI, VENITE FUORI!-
Come per incanto gli occhi increduli di Green videro sbucare da ogni, fessura, o presa d’aria, migliaia di lilly, minuscoli e chiassosi che le si fecero incontro come una mandria di formiche.
Trillon, che dall’alto della spalla di Green si sentiva si sentiva investito di un’importanza che nella società lilly solo i vecchi avevano, con sussiego gridò:
-SILENZIO QUESTA CREATURA VUOLE IL NOSTRO AIUTO-
L’assemblea dei cosini urlò a gran voce:
- cosa vuole?-
- HA PERDUTO UN' AMICO, UNO CON UN GATTO, LO AVETE VISTO? NE SAPETE QUALCOSA?-
fra la folla corse una visibile corrente di sgomento:
- no gatti, mai-
proclamò la moltitudine, Trillon scosse il capo:
-MI SPIACE, CREDO CHE NESSUNO DI LORO ABBIA VISTO IL TUO AMICO-
Green sentì tutta la speranza che aveva provato in quegli ultimi minuti crollarle dentro come un casello di carte, si lasciò cadere su un gradino; e mentre la marea di lilly cominciava ad arrampicarlesi addosso si rivolse desolata a Trillon:
Ed ora cosa faccio?-
-POSSIAMO ANCORA CHIEDERLO A BITCH-
-dici?-
Green cominciava ad essere molto scettica circa la possibilità di aiuto concreto che potevano darle i lilly.
-TENTARE NON FA MALE GREEN, DAI ANDIAMO; ENTRA IN QUELLA STANZA LI DI FRONTE-
Solo dopo che Trillon gliel'ebbe indicata Green notò la porta, si alzò causando un fuggi fuggi di lilly e si diresse verso la porta.
-NON OCCORRE CHE BUSSI, BITCH NON FA CASO A QUESTE COSE-
Cosi la ragazza entrò nella stanza senza rumore, era una sala grande e buia tranne che per un raggio di luce proveniente da una botola aperta sul soffitto; al centro dell'ambiente c'era
un unico mobile, una scrivania alla quale era seduto un uomo, Green era sicura che fosse un uomo malgrado indossasse un lungo abito nero, di taglio decisamente femminile, lo strano tipo aveva corti capelli scuri e spalle larghe, ovunque attorno a lui e su di lui sedevano tanti lilly.
- Tu sei Bitch?-
Chiese un po' intimidita da quella bizzarra figura che le rispose:
- Bitch, l'essenza è imperscrutabile, quale mistero si celerà mai nell'essere?—
Green si volse stupefatta verso Trillon:
- ma cosa? -
il lilly le fece un sorriso tirato
-NON CI BADARE? CHIEDIGLI DEL TUO AMICO-
scosse il capo, qualche volta quei mondi potevano diventare davvero pazzeschi
- Ero con un mio amico nel mondo degli specchi, nell'uscirne sono rimasta sola, qualcosa ci ha separato mentre passavamo la porta, non sai come potrei ritrovarlo?
La testa di Bitch si chinò per un breve istante, poi la sua voce dolce ed avvolgente, leggermente ipnotica, le rispose:
- la meta è la dove fiammeggia il sogno-
Green notò che tutti gli esserini che stavano attorno all'uomo, che per inciso le dava ancora le spalle, la fissavano con un sorrisetto beffardo dipinto sui faccini, la cosa la irritò,
- vedi, questo mio amico forse è con il Chiaroscuro, sul fiume, lo devo raggiungere-
- due sono i cuori, una è la meta, uno è il sogno-
Cosi dicendo Bitch si alzò e si avviò verso una porta che si trovava di fronte a lui, non senza aver prima preso con se un ombrellino parasole in tinta perfetta col suo abito, naturalmente l'ombrello rigurgitava di lilly. Green guardò Trillon disperatamente, ma lui la riprese:
- CHE COSA ASPETTI? SEGUILO!-
Fu cosi che cominciò lo strano viaggio di Green e Trillon lungo le strade della città morta.
Green cominciava ad essere veramente preoccupata, viaggiavano tanto tempo, sicuramente troppo, l'unica cosa che sapeva era che davanti a lei camminava un Bitch silenzioso ; durante la camminata fecero molte soste per permetterle di dormire e mangiare, ma non si fermavano mai per molto tempo, era evidente che il suo silenzioso compagno di viaggio aveva fretta di arrivare da qualche parte.
La città pareva senza fine, sempre uguale a se stessa, via dopo via, strada dopo strada, Green non ricordava di aver visto mai una metropoli più vasta, in quella jungla di cemento aveva sentito più volte lo scoraggiamento farsi avanti, ma lei teneva duro, Anche se la città la spaventava, e la spaventava, in uno strana modo, Bitch, che la precedeva sempre e di cui non aveva mai visto il viso. Era inquietante, si, quell'uomo vestito da donna e dal portamento gentile, che suggeriva una strana timidezza. Green avvertiva anche altro in lui, qualcosa che non capiva, e che la spaventava perché la attirava verso di lui come una calamita, non sapeva cosa fosse, forse il modo in cui lui teneva la testa, o il timbro della sua voce, o le sue mani, che sembravano stringere l'infinito, o la tenerezza con cui trattava i lilly che aveva attorno, o forse era il suo modo di parlare in cui diceva tutto e non diceva nulla,
- questo viaggio deva finire o impazzirò-
mormorò improvvisamente avvertendo una dolorosa sensazione,
Sulla sua spalla Trillon alzò il volto per guardare gli occhi della nuova amica.
Erano occhi immensi per le dimensioni del lilly, ma erano in un volto cosi bello ed erano cosi delicati, il lilly percepiva le sensazioni della giovane, sapeva esattamente cosa provava, cosi durante una pausa nel viaggio scese dalla sua spalla e si arrampicò su quella di Bitch:
- Deve durare ancora molto questo viaggio? Tu danneggi la creatura del mondo esterno,
- Il viaggio finisce al termine della follia-
Trillon si irritò:
- non capisco i tuoi enigmi, Bitch, nemmeno lei li capisce e ci pensa troppo, e lascia correre troppo i suoi pensieri dietro al tuo ombrellino, per cui per una volta ti prego, rinuncia al tuo maledetto mistero e falla finita»-
Bitch non rispose ma volse Per un istante degli occhi senza fine ne confini sul lilly, che si arrese e se ne tornò sulla spalla di Green che dormiva e le si rannicchiò nell'incavo del collo.
Quando ripartirono Green era preoccupata, era preparata ad un'altra tappa infinita, e camminava chiusa in un'eternità melanconica. Quando la voce di Trillon che le tirava i capelli eccitatissimo la scosse dal suo torpore»
- GUARDA GREEN? GUARDA LAGGIÙ!-
Green alzò lo sguardo e vide luccicare il fiume davanti a lei e sul fiume la nera gondola di Chiaroscuro, con un grido di gioia la ragazza raggiunse la barca, che
era piena zeppa di lilly in festa, molto rumorosi come al solito, nonché ubriachi.
Sulle prime non vide Chiaroscuro, poi udì la sua voce a poppa, lo raggiunse e rimare di sasso: il solenne, enigmatico Chiaroscuro era sdraiato fra tutti quei lilly ubriachi ed era ubriaco lui stesso!
Con profondo stupore la ragazza si rese conto che malgrado ciò la creatura non aveva perso il suo stile, di colpo Green si senti sollevata, li non c'era traccia di Acx ma se Chiaroscuro era cosi rilassato significava che non c'erano pericoli, la
giovane non sapeva perché ma era certa che se l'amico fosse stato in pericolo Chiaroscuro lo avrebbe sentito molto prima di lei. Si concesse un sorriso notando, dietro la spalla sinistra della creatura del giorno e della notte, la figurina acciambellata di Tapis
-Ecco dove eri, allora non sei con Acx-
mormorò. Era li che fissava la scena con occhi divertiti, ma la voce di Trillon la scosse:
-NOI CE NE ANDIAMO ORA, IO, BITCH E GLI ALTRI DEL METRÒ-
Green prese il lilly sul palmo
- Come ve se andate? Ma se siamo appena arrivati, fermatevi per un poco-
Trillon scosse la testa e le indicò il molo dove Bitch e gli altri lilly se ne stavano andando:
- DOBBIAMO ANDARE, QUESTO È IL TERRITORIO DEI LILLY DEL FIUME, NON IL NOSTRO,-
Green annui e poso un piccolo bacio dispiaciuto sul capo del lilly:
- Addio allora, saluta Bitch per me-
Trillon le sorrise, un po' triste
- IO ODIO GLI ADDII, GREEN-
In un istante il lilly balzò dal suo palmo e raggiunse i compagni Green rimase a fissarli mentre sparivano in un vicolo.
- non ho nemmeno visto il suo volto-
Mormorò, ma senti sulle spalle il tocco leggero delle mani di Chiaroscuro, un Chiaroscuro totalmente sobrio che la guardava con quegli assurdi occhi verdi
- tutto bene Green?-
le chiese, lei annui
- tutto bene Chiaroscuro-
menti
Le immagini di Green sparirono definitivamente dal fuoco ed Acx, ormai provato dal lungo cammino sul monte di fuoco, fece fatica a tornare in se, non ricordava nulla di quanto aveva visto, ma era dispiaciuto per Green, e si chiedeva il perché.
fu costretto presto a distogliere i pensieri dall'amica per portarli a e stesso ed a Fatuo, ormai si intravedeva un mondo verde oltre il fuoco, forse ce l'aveva fatta, grazie al fatuo, in cuor suo sentiva di amare quell'esserino fiammeggiante che tanto aveva fatto per lui. Improvvisamente avverti in se delle parole biascicate, come una sorta di raspare dentro l'anima, che lo inquietarono.
- Corri Acx, corri più veloce che puoi, sto spegnendomi ormai, non posso più nulla contro la grande sommità, lei non ha cuore, ricordi? La mia vita ha fermato il tempo, la mia morte per la, tua vita lo ha imprigionato, tu hai creduto in me e ce l'abbiamo fatta, amico mio, ma ora non vivrò se non in te, in te ho trovato la morte, in te vivrò, corri Acx, corri!-
Acx iniziò a. correre fra le fiamme, sconvolto, e le fiamme lo stringevano, lo imprigionavano, gli toglievano vita, ma corse perché Fatuo sarebbe vissuto solo cosi, le lacrime gli rigavano le gote, aveva amato quel fuocherellino, ed ancora era incredulo, ma sapeva che doveva essere cosi.
Si risvegliò dopo molti giorni, coricato su un giaciglio di fiori, dal profumo pungente, ma dolce. Accanto a lui una vecchia ed una bambina si tenevano per mano,
- voi siete -
Acx non poté concludere poiché la vecchia lo interruppe:
- Si Acx sono Io -
Io mi chiamo Aficapilla-
dissero in coro l'anziana e la giovane:
- noi siamo uno, uno è due, viviamo cosi, nasciamo vecchi e giovani, poi ringiovaniamo ed invecchiamo, questa è la nostra perfezione. Noi abbiamo la prima chiave per l'archivio dei mondi, conserviamo la vita di ogni essere, la disegniamo sui petali dei fiori, la tua vita era sui fiori sui quali hai riposato, tu ne hai sgualciti alcuni, cancellando i ricordi, fruga nella tua memoria, te ne accorgerai-
Acx si concentrò e trovò delle lacune nella memoria, ma si rese anche conto di non aver perso nulla di veramente importante, il padre la madre, Green, il teatro, erano al loro posto, aveva perso solo dei brutti ricordi, tutti tranne uno, la morte di Fatuo era ancora nella sua mente, ma Acx non avrebbe ma i voluto dimenticare il raggio di gela, per nessun motivo.
Poi gli tornò in mente Green, stava per chiedere al nascimori il modo per trovarla ma quello disse:
- Giovane uomo, tu la rincontrerai, sul fiume con il Chiaroscuro, esci da questa prateria e sarai arrivato-
e Fatuo? È perduto?-
chiese sapendo già la risposta,
Vive in te, Adesso vai, ci rivedremo presto uomo-
Io salutò Africapilla.
Acx si incamminò, volti, profumi, e sensazioni, si accavallavano nella mente confusa, ma un desiderio forte di vita lo riempiva di una strana gioia, ed iniziò a correre, dentro di se sentiva pulsare un angolo di gelo.
Arrivò al fiume che era già notte.
La barca, lasciò il molo silenziosamente, mentre ancora Acx e Green dormivano profondamente, rannicchiati nelle loro coperte.
Chiaroscuro sedeva al timone, teneva Tapis in braccio e lo carezzava distrattamente, lasciando fuggire lo sguardo corrucciato lungo il fiume, stava riflettendo fra se e se di molte cose, incomprensibili all'immaginazione umana.
-I tuoi pensieri sono lontani da qui-
Commentò Tapis affilandosi le unghie sui calzoni a righe dell'amico;
- hai ragione, pensavo al viaggio, a quanto è lungo, e pensavo a questi umani, credo siano sulla buona strada, stanno comportandosi bene,
Tapis annui:
- Si, specie se si considera che entrambi hanno avuto complicazioni sentimentali, ed Acx con qualcuno che mi aveva detto di non poter amare-
Chiaroscuro arrossi imbarazzato, Acx lo tolse dall'impiccio. Il giovane emerse dalla cabina , con un lungo sbadiglio salutò il giorno, poi si guardò attorno con gli occhi ancora annebbiati, erano molto lontani dalla città dei lilly, oramai, nemmeno la si distingueva più all'orizzonte;
- bene-
pensò il giovane
- questo dovrebbe far tornare di buon umore Green-
Ora si trovavano a scivolare sul fiume lungo un territorio brullo, bruciato da un sole implacabile,
- siamo partiti da molto?-
Chiaroscuro depose Tapis su un cuscino e si alzò con un movimento felino:
- si , speravo da un po’ che ti svegliassi, mi si sono addormentate le gambe standomene seduto al timone da solo per tutte queste ore, ti spiacerebbe darmi il cambio? Basterà che tu tenga il timone come è ora, non lasciando accostare la barca alle rive, altrimenti potremmo arenarci-
Lo sguardo della creatura ombrosa diceva ben altre cose, che non le sue labbra, cose che Acx comprese perfettamente, cosi sorrise ed andò a prendere il posto dell'amico. Quando Green si svegliò, molto più tardi, i due si erano già sistemati ai loro posti abituali, Chiaroscuro al timone e Acx seduto a metà barca, tutto sembrava più che normale ma alla giovane non sfuggì la complicità fra i due amici, sorrise divertita, quei due cominciavano a diventare decisamente poco discreti.
- che posto bizzarro-
esclamò la ragazza guardandosi attorno, il deserto si estendeva a perdita d'occhio, in tutte le direzioni, ed il sole brillava su una sabbia vagamente verdognola e decisamente traslucida.
-È il deserto verde,-
precisò Chiaroscuro
- Il fiume lo attraversa proprio nel cuore, se avessimo più tempo, molto più tempo, mi piacerebbe mostrarvelo più da vicino, in sostanza è come un mondo a se, pieno di strane
forze, e di forme di vita ancor più strane, e poi ospita popolazioni che sono sicuro vi piacerebbero, può darsi che ne vedremo alcuni prima di uscire dal deserto, sono per la maggior parte esseri bruciati dal sole e di dimensioni non comuni, resti di un popolo glorioso, conoscono canzoni e leggende meravigliose. Mi spiace proprio di non potervi portare da loro, essi vivono nel profondo sud del deserto, sarebbe troppo il tempo che impiegheremmo per trovarli-
Mentre faceva questo lungo, ( per lui} discorso, Chiaroscuro parve sbiadire un po', e farsi più grande, ma poi, tacque e l'illusione svanì. I due giovane erano stati colpiti dalle sue parole,
tanto che iniziarono a scrutare i bordi del fiume alla ricerca di testimonianze lasciate dalla presenza delle creature descritte. Passarono la giornata in questo modo, cercando qualcosa sulle rive, ma non videro nulla; Quando ,il crepuscolo cominciava a delinearsi all'orizzonte con una striscia arancione, ed il loro interesse a sbiadire frustrato dall'insuccesso, Green schizzò in piedi additando qualcosa che era ancora molto lontano,
- Guardate, guardate, cosa vi sembra che sia?-
Acx segui lo sguardo dell’amica e si trovò a fissare quella che fino a poco prima gli era sembrate una comune montagna. Ora che poteva o voleva verla meglio si rese conto che in realtà era un'immensa rappresentazione di donna inginocchiata. II sole le tramontava alle spalle, tingendola tutta di una livida luminescenza dorata La grande statua, era la più perfetta riproduzione di nudo umano che i due giovani avessero mai veduto. La forma delle spalle abbandonate, la linea delle labbra tumide e morbide, socchiuse su denti brillanti. Le ciglia setose, lunghe, chiuse ad ombreggiare due occhi persi in visioni misteriose. E il modo in cui il sole morente rifletteva sui piccoli seni delicati, da adolescente e sulle natiche quasi efebiche, in
cui si infiltrava tra i capelli raccolti creando scherzi di riflessi e contro riflessi nel materiale verde brillante che componeva la statua.
Gli esseri umani, contemplarono la statua a lungo senza riuscire a staccarne gli occhi ammirati, e man mano che si avvicinavano lei diventava più grande, finche fu come una vera montagna,
Le passarono sotto in un lungo istante di meraviglia, tanto vicini da poter allungare la mano e toccare le levigate ginocchia. Quando l’ebbero oltrepassata i due .giovani si resero conto finalmente di cosa fosse in realtà. La stavano ancora fissando, il sole ebbe un fremito e
lanciò l’ultimo, tremulo raggio, di quella giornata. Il dito di luce colpi le labbra socchiuse della "statua", come per magia la verde donna ebbe un sussulto, poi lentamente si portò le dita della mano destra alle labbra, come gustando il sapore del sole, in seguito alzò gli occhi e li fissò sui di loro, con un leggero sorriso, come una specie di saluto.
All'unisono Acx e Green si volsero verso Chiaroscuro:
- Cosa?!!-
la creatura della notte e del giorno emise una risata argentina risonante di un1allegria canzonatoria
- Quella è Warzawa, , vive sulle rive di questo fiume, è una delle creature di cui vi parlavo oggi,. le tribù del deserto hanno una quantità di leggende su di lei, essa è la creatura vivente più antica sotto il sole di questa dimensione, forse è l'unica superstite di una razza di titani,
o una montagna fatta donna chissà,
Warzawa svanì all'orizzonte più in fretta di quanto era comparsa, mentre la notte calava rapida sul deserto e sul fiume. I due giovani si coricarono nei loro giacigli e Passarono
una nottata densa di strani sogni, erano ancora sotto l'influenza misteriosa della vista della titanica donna.
Dal canto suo Chiaroscuro rifletteva seduto al timone, carezzando distrattamente il pelo di Tapis.
L a barca si fermò bruscamente con uno schianto secco, ed i due giovani persero l1equilibrio cadendo sul ponte uno sull'altro. Era da poco passata l'alba ed ora erano fermi in mezzo al fiume.
- Si tratta di una secca mobile -
spiegò loro Chiaroscuro:
- Non è possibile evitarle, si spostano lungo questa Parte del fiume, in questo tratto di deserto più sabbioso, e non è possibile stabilire dove le si può incontrare. -
Acx si preoccupo un poco a quelle parole: .
- Come faremo ad andarcene? dovremo restare bloccati qui?-
- Fon sarà necessario, tra qualche tempo la secca si sposterà, e la barca sarà libera-
Green si portò a prua stiracchiandosi chiese:
- vuoi dire che siamo bloccati qui, sulla barca a tempo indeterminato?
- non necessariamente a bordo, potremmo scendere e sgranchirci le gambe, e quanto al tempo, non staremo qui a lungo . queste secche durano al massimo un paio d'ore-
a queste parole la ragazza scavalcò il bordo della barca con un piede, ma un dubbio la fermò a metà del passo che stava facendo:
- sarà molto profonda l'acqua?-
- solo poche dita-
Rassicurata, Green lasciò la barca e raggiunse la riva seguita dagli altri. Per un po' rimasero fermi li a parlare, poi quasi senza pensarci, presero a camminare lungo la riva, era bello potersi muovere liberamente per una volta, senza i confini ristretti che la barca imponeva loro
dopo pochi minuti trovarono quella che era la prima vegetazione che vedevano dopo giorni di deserto, di un'abbagliante macchia di vivissimo verde, sul colore smorto del paesaggio, fioriti, di delicati fiori rosa Pallido, quasi delle rose selvatiche, soltanto molto, molto più grandi,
- Che meraviglia-
Esclamò Acx inoltrandosi fra i cespugli, Green, Chiaroscuro e Tapis non poterono che seguirlo. La macchia di vegetazione era molto più grande di quanto non fosse loro sembrato al primo acchito, ed era tutta composta dallo stesso tipo di pianta. Girovagando fra la vegetazione, e gustandosi il fresco piacevole che vi si trovava, i nostri amici si accorsero della presenza di una musica, un'arpa, o un pianoforte?
Sulla, melodia cantava la voce più meravigliosa che Acx e Green avessero mai sentito.
- E questo cos'è? -
Si rivolse Acx a Chiaroscuro, il giovane era pronto a scommettere che si trattava del preludio al prossimo scherzo dell'amico.
Questi esitò come per ricordare, poi il suo sguardo si illuminò:
- Ma certo, deve trattarsi di loro, non credevo fossero ancora qui
- loro chi?-
Acx era contrariato:
- Breaking GÌass e Moonage, venite con me.
Dovettero correre per seguire l'amico che si inoltrò veloce tra i cespugli e Si fermò soltanto ad una radura, nel mezzo della quale era ferma una donna, una strana donna Per la verità. Era di colore, altissima, e sottile come un giunco, aveva capelli viola legati a chignon alti sul capo, dava un'impressione di fragilità e trasparenza, come se fosse stata una bambola di vetro.
Era troppo insolita per poterla definire bella, ma sicuramente colpiva l'immaginazione.
la musica che avevano udito proveniva da lei, sembrava prodotta dal vento attraverso le pieghe leggere del suo lungo abito viola, e mentre il vento suonava lei cantava, inconscia della loro presenza. Inconsapevole dell'effetto prodotto dalla sua voce nel cuore dei visitatori.
- Il suo nome è Breaking Glass, è l’essenza del suono e della musica, canta nelle lingue che esistono-
I due giovai,! umani non riuscivano a capire perché la donna non li vedesse:
- E forse cieca per non accorgersi di noi?-
chiese Green
- no , ma è come se lo fosse, ha rinunciato a muoversi e Parlare col resto del mondo, lai canta sempre.-
- ma perché?-
rimandò Green,
- Per lei-
Non l'avevano notata prima, e nel momento in cui Chiaroscuro l’indicò loro se ne stupirono v
Era bellissima, indescrivibile; con la pelle azzurra ed i capelli neri.
Stava seduta fra i fiori, con la testa china e lunghe mani diafane abbandonate in grembo;
e dei vestiti scuri poco appariscenti; ma era di gran lunga la creatura più meravigliosamente bella che avessero mai visto.
si voltarono verso Chiaroscuro con gli occhi pieni di domande:
- e' Moonage, l’essenza della bellezza» rinunciò a vedere il mondo per sentir cantare Glass. L'una non può che cantare l'altra non può che ascoltare, per sempre-
Ai due giovani tutto ciò parve molto crudele, non comprendevano:
- ma, perché tutto questo? c'è forse un qualche spaventoso incantesimo su di loro?-
Chiaroscuro non rispose subito, rimase a guardare Glass che
ai avvicinava a Moonage, e le si inginocchiava davanti,
- Un incantesimo c'è, ma nessun mago è coinvolto , una è la musica, l'altra la bellezza, e fatale, su di loro si libbra l'amore, musica e bellezza, sono lo spirito dell'amore.-
I giovani si volsero alle due creature, avvolte dai fiori e dalla musica, e si sentirono sollevare e portare lontano, dal suono della voce di Glass, dalla bellezza del viso di Moonage.
sembrò loro di volare sul mondo, su quello che erano stati, su ciò che sarebbero diventati;
Green rivide le spalle di Bitch ed il sorriso di Trillon; Acx il volto segreto di Chiaroscuro e quel sorriso che conosceva solo lui;»
Si sentirono piccoli ed impauriti, grandi e gloriosi, La musica li portava, la bellezza li guidava.
Amarono in quegli istanti, tanto che i loro occhi non seppero trattenere le lacrime, e non sapevano se fosse Per gioia o per disperazione.
Ebbero bisogno l'uno dell'altra, ma stavolta non potevano aiutarsi, erano in luoghi diversi, dentro le loro menti, apprendevano e scordavano cose diverse, finalmente capivano.
Poi si trovarono di nuovo li, con gli occhi bagnati in quella radura fiorita, e le braccia di Chiaroscuro attorno alle loro spalle, piene di temerà sollecitudine»
- E passato molto tempo, dobbiamo andare o non troveremo più
la barca»-
Si allontanarono ancora storditi, troppo per riprendere il viaggio con serenità.
L a lunga barca nera di Chiaroscuro si accostò ad un piccolo molo fra ghiacci candidi un remoto luogo, dove brillavano riflessi di uno strano bagliore aureo.
Il sole Pareva non esistere, e come lui ogni altro astro non era che un ricordo.
Assorti Acx e Green si scrutarono: iniziava cosi Per loro un altro viaggio nel viaggio, del quale sia la meta che il senso erano nascosti nel fondo del mistero di Chiaroscuro.
Mentre pensavano ciò furono sviati dai loro pensieri da una sorta di ritmico respiro. Che sbatteva incorporeo sui loro corpi. Acx rabbrividì a questa sensazione, e Green gli si fece più vicina " cosi non ti perderò più" pareva pensare la giovane.
Chiaroscuro già camminava lontano da loro, la sua ombra, lunga, contrastava nettamente nel nitido splendore di quei ghiacci eterni.
Chissà chi era, un nomade del deserto, un pioniere dello spazio un viandante dei ghiacci, Chiaroscuro?. I due amici si affrettarono a raggiungerlo. Chiaroscuro intanto si era fermato su uno sperone di ghiaccio che sembrava gettarsi verso il vuoto, come un tuffatore nell'istante
appena precedente il tuffo. Acx e Green si avvicinarono fiduciosi all'amico, rimanendo poi
incantati per lo splendore di quello che videro. Il mare si frangeva davanti ai loro occhi su una spiaggia di ghiaccio aureo.
Ogni volta che l'onda si frantumava sul litorale; la dove l'acqua arrivava, o con un'ondata o per uno spruzzo, o per qualche minuscola goccia, cresceva un fiore verde smeraldo che poi scompariva nell’onda reflua.
Mentre Acx si spingeva sulla spiaggia. Chiaroscuro si assise accanto a Green e le raccontò una strana leggenda di maghi e folletti che ancor vigeva in quel luogo.
- Si narra che sotto il ghiaccio di Bhal, cosi è detto questo luogo vivano i folletti del freddo, che Per illuminare la sotterranea notte imprigionano l’aureo arcobaleno che da ai ghiacci questo colore. Al crepuscolo, Quando i folletti del freddo dormono l’aureo arcobaleno si libera nell'aria e va ad illuminare la notte del cosmo. Un tempo lo si poteva scorgere transitare anche dalla terra, si dice anche che un giorno un bimbo lo riconobbe, e lo chiamò a giocare con lui, l'aureo arcobaleno si divertì a tal punto da regalare a quel bambino un arcobaleno per il suo pianeta.
Su una montagna della terra ancor oggi vive quel bimbo che ogni tanto ostenta l’arcobaleno per i suoi simili. Oggi la vanità dell'uomo terrestre per se stesso non lo porta più ad apprezzare quello che il cosmo gli offre, cosi perse anche 1' aureo arcobaleno; ..... l'uomo -
II racconto fu interrotto dall'arrivo, alquanto agitato di Acx:
Sta arrivando una nave? la si vede All'orizzonte... chi è?
- Non è un'imbarcazione, è la regina di Bhal che torna alla sua terra, dopo una lunga stagione di eremitaggio trascorsa sull'isola Ignis illae-
Mentre la voce armoniosa di Chiaroscuro echeggiava fra i ghiacci di Bhal, Vel la regina, si apprestava alla riva scortata da due meravigliosi cavalli, uno nero, l'altro bianco, che galoppavano mirabili sulla quiete di quei mari.
La regina era un'estasi. Inviolate praterie i suoi lunghi capelli smeraldini, ghiaccio cosmico
i suoi occhi abissali. E quello scatto felino, quasi impercettibile, quella voce pura, come
il suono di un diapason, la rendevano regina davvero.
Dove la regina passava il ghiaccio si scioglieva, per il calore che emanava da lei, e ricresceva la vita.
Era il calore dell’isola di fuoco che veniva liberato, l'isola su cui Vel aveva Passato tanto tempo, per poter portare Bhal a nuova vita.
I due cavalli intanto nitrivano accanto al chiaroscuro che li carezzava entrambi.
- Ben tornata, regina di Bhal, ti aspettavamo.
- mi e stato riferito tutto Chiaroscuro, i tuoi amici siano i benvenuti;
venite, vimaw e tate ci aspettano.-
- Chi sono, regina Vel?-
- Gentile Acx, sono le creature che cavalcavo, ora però sono tornati a riprendere il loro posto nell'imeneo sistema della lotta per la vita e per la morte. sono loro l'essenza di queste forze apparentemente opposte
Camminarono immersi in un riflessivo silenzio, ad Acx sarebbe piaciuto cantare, era tante che non lo faceva, ed a lui piaceva tremendamente. La voce di Acx riportò Green a pensieri terrestri, il suo lavoro, gli amici; gli scherzi; le risate, la città con le sue luci, i suoi rumori, e la solitudine, la vita di ogni giorno, gli stenti le Paure. Rivide tutto sotto una luce diversa, più cosmica, quasi religiosa, capi l'inutilità di molte cose, la banalità, malgrado ciò però sarebbe tornata sulla terra, la sua vita era li . Nel frattempo erano arrivati ad un luogo ove si ergeva un enorme arco di ghiaccio rosato.... e sotto l'arco i cavalli.
I due giovani al ricordo delle parole di Vel rabbrividirono e rimasero ammutoliti fissando quelle creature che lottavano, quasi in una sorta di abbraccio d'amore. Per un brevissimo istante agli occhi attoniti dei due giovani parve di vedere qualcos’altro sotto l'arco, al posto dei cavalli, ebbero
la fugace impressione di vedere tre giovani donne ferme sul ghiaccio, ma non fu che un istante.
- La morte è il cavallo nero vero Vel?-
azzardò Green
- La regina sorrise all'ingenuità della giovane:
- mia bella Green, ti porta ad errare l'atteggiamento terrestre che tende a racchiudere una creatura in uno schema fisso, ma qui ciò non è possibile, ogni più piccolo essere, o non essere, possiede un'infinità di sfaccettature, ed è e non è contemporaneamente qualsiasi cosa, il cavallo
nero è l'immagine di quello bianco e viceversa, insieme sono la vita e la morte, inseparabili perché un'unica cosa; la morte prelude alla vita e non c'è vita senza morte,.... cara Green-
Detto questo la regina come per istinto alzò lo sguardo al cielo; si accorse cosi che la notte incombeva, era il crepuscolo primaverile di Bhal.
E mentre tutto attomo si faceva scuro, da sotto l'arco un'intensa luminosità filtrava fra i ghiacci.
- dovete andare prima che sia troppo tardi. Chiaroscuro è stato bello rivederti--
mormorò la regina. I tre si accomiatarono dal misterioso sguardo reale. Acx e Green si incamminarono, inoltrandosi nella luce sotto l'arco, convinti di dover continuare il viaggio soli, ma poi Chiaroscuro li raggiunse, e per un istante non furono che scure sagome in un mondo di luce, per gli occhi della regina oramai persa nella notte.
Si accorsero che la collina su cui si trovavano era bianca solo nel momento in cui
i colori dell'arcobaleno si dissolsero, arrivarono cosi sulla soglia di un antico tempio di
marmo.
- ci siamo, questa è la meta,-
disse solennemente Chiaroscuro. Entrarono e fecero quei passi che li separavano dal centro del tempio con una certa esitazione,. Erano delusi, profondamente, come era possibile? Avevano percorso tutta quella strada, affrontato tanti misteri, perso tanto di loro stessi, e guadagnato tanto.... tutto ciò per giungere in un luogo desolato, nebulose, che sembrava dimenticato
perfino dal tempo.
Non potevano proprio credere che la meta del loro viaggio fosse quel tempio in rovina, quelle colonne sbrecciate, quel silenzio senza mistero.
Green rivolse due occhi turbati a Chiaroscuro:
- cosa significa tutto ciò?-
il giovane della penombra si guardò attorno con una bizzarra espressione
- E passato molto tempo da che sono stato qui l'ultima volta, allora nemmeno Io ne conoscevo il significato, ma poi compresi, comprenderete anche voi-
Non riuscirono a strappargli altre spiegazioni, si sedette sui resti di una colonna, e prese a fissare il cielo, o forse le nubi, come in attesa di qualcosa.
Improvvisamente i due stupiti giovani videro Tapis sbucare da dietro un colonna e balzare in braccio alla creatura della penombra, ma non lo avevano lasciato sulla barca a Bhal quel gatto? –rinunziarono a porsi altre domande, quella bestiola riusciva ad essere più ermetica di Chiaroscuro Acx e Green non cercarono neppure di distogliere l'amico dal suo torpore, si sedettero anche loro su una colonna e rimasero pazientemente li, parecchio tempo.
Molto più di quanto loro non si rendessero conto, qualcosa doveva ancora succedere, ma cosa?
Cominciò a piovere, malgrado l'aspetto del cielo non avesse subito mutazioni. Fu un vero temporale, rumoroso e terrificante, o cosi avrebbe dovuto essere?
Loro non udirono tuoni, non videro lampi e non avvertirono raffiche di vento. Sulle prime non fecero nemmeno caso alla pioggia, ma poi si resero conto di essere inzuppati e si rifugiarono più dentro al tempio verso il centro, qui si accorsero di un fatto singolare. Sul pavimento, o meglio nel pavimento si era formate una pozza, la pioggia cadeva da uno squarcio sul soffitto, e si raccoglieva
al centro del Pavimento riempiendo un avvallamento di forma perfettamente ovale.
Acx avvicinandosi disse
- sembra una specie di fontana-
Dietro di loro Chiaroscuro finalmente ai rilassò:
- è nascor vitae, la sorgente della vita-
Queste parole resero molto più affascinante pozzanghera agli occhi dei due amici,
- avvicinatevi pure, se guarderete vedrete qualcosa di molto interessate-
Mormorò Chiaroscuro con una voce lontana anni luce da loro
si volsero stupiti, lui non c'era più, e nemmeno Tapis.
Acx fece un gesto, come per seguire l'amico, ma Green lo trattenne, e lui la segui di nuovo verso la fonte, intorno ai loro la pioggia continuava a cadere silenziosa.
G uardarono nella pozza titubanti, l'acqua era piatta e limpida, pura e cristallina come mai avevano visto, sembrava uno specchio, i loro volti vi si riflettevano con tanta chiarezza che rimasero senza parole, perché la polla d'acqua non rifletteva solo i loro visi, nella fonte il tempio si rifletteva insieme a loro, e l'immagine era quella di un tempio appena costruito, non si rifletteva lo squarcio nel tetto, ma solo marmo bianco, delicati fregi, e preziosi affreschi. Acx e Green ai costrinsero a staccare gli occhi dalla pozza e si fissarono sconcertati:
-tu come lo spieghi questo?-
chiese Acx
- come lo spieghi tu!-
rispose Green additando la pozzanghera Acx si volse . l'immagine riflessa non era più quella dei loro due volti, tutt'altro. Quello che vedevano era una stanza terrestre, piena di disordine,.
Con le pareti piene di quadri......quadri?
- Green, vedi anche tu quello che vedo ?-
- Si, credo di si-
Vedevano dei quadri, dal piò vicino sorrideva Chiaroscuro, poi c'era Song del deserto di specchi; e più in la Glass, Moonage, Africapilla e tutti gli altri. Tutti quelli che avevano incontrato, anche Vel, e Bitch, la cui vista strinse il cuore di Green in una dolorosa emozione.
Ma più in la c'erano altri tre quadri un po' defilati, ma ben visibili .
Rappresentavano tre giovani donne, una era vestita di bianco ,immersa in un caldo color pallido, la seconda era orientale, vestiva di rosso ed aveva una sciarpa rossa fra i capelli crespi; la terza era pallidissima, aveva capelli neri, un bizzarro vestito rosa, ed un cappello di paglia da cui piovevano in una valanga, dei fiori colorati; era immersa in un nero profondo.
Acx e Green stavano pensando che mai avevano tre tipi cosi bizzarri, che un ciottolo cadde dalla volta decrepita del tempio e fini dritto nell'acqua cancellando la visione.
Malgrado ciò Acx e Green non smisero di fissare la polla, qualcosa doveva ancora succedere, E qualcosa accadde, 1'acqua tornò calma , le tre giovani degli ultimi quadri li fissavano con sorrisi cordiali
-Salve-
Disse la bianca creatura del primo quadro:
- benvenuti a templis Sum-
Acx e Green si scambiarono uno sguardo turbato e tacquero.
- Questi due giovani sono turbati-
Disse la giovane in rosso del secondo quadro; quella del terzo annui piano.
- Forse hanno bisogno di spiegazioni-
Disse la prima.
- Di molte spiegazioni-
rispose la seconda*
- senz’altro troppe-
La voce della terza era profonda e lontana, come venisse dall'aldilà. La prima si rivolse di nuovo a loro:
- Salve di nuovo, Acx e Green della terra, sono la creazione-
- sono l'esistenza-
intervenne la seconda.
Io non sono-
disse la terza.
- Noi tutte siamo la Vita, ci siamo già incontrati ricordate? Anche se in quel caso avevamo un aspetto diverso, un po' equino-
i due giovani annuirono e lei continuò
- Vi aspettavamo da qualche tempo, ci avete messo parecchio ad arrivare -
La Creazione aveva pronunciato queste parole con una creta severità, cosi Green si senti in dovere di rispondere:
- Naturale! sono successe molte cose; del resto noi non sapevamo di essere attesi-
- Si, è una buona giustificazione-
disse l'esistenza.
- ad ogni modo siete qui, e questo è ciò che conta ora-
Si siamo qui, ma non sappiamo perché, Non sappiamo nemmeno se siamo proprio noi le persone che attendete, Non abbiamo compreso molto di tutti gli avvenimenti che sono accaduti ultimamente
- La Morte scosse il capo
- Tu sei sempre irruente Acx, siete proprio voi che aspettiamo, siamo qui per spiegarvi tutto,
è giunto il momento che sappiate-
- allora fatelo! cos'è questo mondo? perché siamo qui? Perché abbiamo vissuto tutto questo?-
La creazione scosse il capo delicato:
- Questo & l'archivio dei mondi, il luogo di memoria dell'universo, Qui sono conservate le memorie di ogni mondo esistito, esistente o che esisterà; questo mondo è un limbo fuori dal tempo, un luogo Che è sempre esistito e non smetterà mai di esistere. Un luogo che esiste, e nello stesso tempo non esiste.-
I due giovani si sentivano parecchio disorientati:
- Non capisco-
mormorò Green.
La morte le rispose col suo sussurrare:
- E' comprensibile, noi non ci aspettiamo che tutto vi sia subito chiaro, ma vi assicuro che capirete; pensate ad una biblioteca . L'archivio dei Mondi è una specie di biblioteca, qui sono conservati
i libri di tutti i mondi del nostro universo, voi ne avete letto alcuni-
- Come sarebbe, noi ne abbiamo letto alcuni?-
Fu l'esistenza a rispondere ad Acx:
Tutti i posti che avete visto sono memorie di mondi: II labirinto degli specchi, la città di Bitch, il monte dei fatui, il deserto, la distesa ghiacciata, sono testimonianze raccolte
qui in millenni dì ricerche
Acx e Green si lanciarono uno sguardo:
- Va bene ma noi come entriamo in tutto questo?-
Chiese Green:
E' un po' complesso il rispondervi; ma vedrete da voi che la ragione per cui siete qui è perfettamente comprensibile, ed anche giusta-
Nella pausa dell'esistenza si introdusse la morte:
In ogni mondo che avete visitato avete incontrato qualcuno, questo qualcuno è '1 rappresentante del mondo da cui proviene, una specie di ambasciatore all'archivio.-
- Voi avete visto-
continuò la creazione:
- una cupola tempo fa, ed il Chiaroscuro vi disse che li era il luogo della terra, ebbene quel luogo è vuoto, perché ancora non esiste nessuno che si sia addossato la responsabilità di rappresentare il vostro pianeta-
Su queste parole cadde un silenzio colmo di attesa, i due amici distolsero lo sguardo dalla polla e si guardarono:
temo di aver capito-
mormorò Acx
- Anch’io-
Gli occhi di Green erano colmi di perplessità, stemperata in una sorta di entusiasmo, si rivolse cosi alle tre figure nella sorgente:
- Voi volete che noi, Acx ed Io, restiamo nella cupola, volete che diventiamo gli ambasciatori della terra!-
Le tre figure annuirono:
- Proprio cosi, pensateci bene, avete intrapreso un lungo viaggio, avete visto molte cose, superato molte prove, imparato moltissimo a questo scopo; Vi siete accorti di essere cambiati da voi stessi. Avete fatto e sentito cose che mai avreste pensato di sentire o fare, avete amato molte cose e penetrato i principi che sono alla base dell'essere parte dell'archivio* Siete perfetti per
questa missione, riflettete bene: accettate di diventare i rappresentanti del vostro mondo presso questo luogo di memoria?-
Acx scosse il capo:
- Ma ciò significherebbe restare qui per sempre, non rivedere mai più chi amiamo, o fare ciò che ci piace-
- Non è esatto, innanzitutto coloro che entrambi amate sono nell'archivio, vero?-
I due giovani arrossirono imbarazzati e non risposero, cosi l'esistenza sorrise e continuò:
-, poi c'è il fatto che gli ambasciatori non passano qui tutto il tempo, come potrebbero? Vanno e vengono Fin che il loro mondo vive essi saranno spesso li, ad osservare, apprendere, immagazzinare, memorie da portare qui, Viaggiano nei tempi del loro mondo ( poiché non vivono più nei tempo comune),; senza però poter in alcun modo interferire sul destino del pianeta, che non deve mai essere alterato dall'archivio o dai suoi accoliti, il compito di ambasciatore è difficile ma importante, voi potete diventarlo se lo volete, e noi confidiamo che lo vogliate.-
- Potremmo andare e venire come vogliamo?-
Chiese Acx
- Visitare gli altri ambasciatori e ricevere visite da loro?-
Aggiunse Green, le tre creature sorrisero:
- potrete muovervi fra qui e la terra come vorrete, e tu Green poterai vedere Bitch quanto vorrai anche a lui farà piacere-
- e' quando la terra finirà che ne sarà di noi?-
La morte sorrise
- Acx, verrete qui, sarete i custodi delle memorie del vostro mondo-
li giovane si rivolse a Green:
- Tu che pensi?-
- Non so, ma credo che con tutto ciò che ho visto ed imparato qui, non potrò mai più tornare come ero una volta, ormai penso che sia troppo tardi per tornare indietro,, avremmo dovuto farlo all'inizio, Quando incontrammo Tapis e Chiaroscuro, ora è tardi siamo già gli ambasciatori della terra-
Acx annui e si rivolse alle tre nella polla
- anche Io la penso cosi, accettiamo l’incarico-
Le tre annuirono e subito cominciarono svanire dall'acqua, ma Acx non aveva ancora esaurito i suoi quesiti:
- Un momento aspettate
le immagini tornarono subito nitide e lo fissarono interrogativamente:
- Noi abbiamo visto molti mondi ed ogni volta incontrato persone diverse, ma rimane un dubbio, Tapis, Chiaroscuro, voi tre, da dove venite?-
Un sorriso tenero piegò le labbra della morte:
- In un certo senso, Noi siamo alcuni degli esseri originari dell'archivio, noi vita lo dirigiamo, Chiaroscuro è il nostro contatto con i mondi, una specie di bibliotecario, e Tapis è il
suo aiutante.-
- Non vi vedremo più?-
Domandò infine Green, ma il loro tempo ormai scadeva, le tre immagini si dissolvevano, ma la morte le rispose
- Non necessariamente-
poi svanì.
Acx e Green ebbero appena il tempo di scambiarsi uno sguardo stupito che tutto li attorno venne avvolto in una luce tanto forte da costringerli a chiudere gli occhi.
G reen apri gli occhi a fatica, davanti ai lei c'era Acx con addosso i panni da mendicante che indossava all'inizio di tutto ed anche lei aveva gli abiti di allora, poi si rese conto che non erano più nel tempio
siamo tornati
le disse Acx indicandole il palcoscenico del vecchio teatro
- ehi , avete trovato il gatto?-
Si volsero stupiti, II regista li fissava con la solita aria agitata:
- Beh? Che c'è? Sarà meglio che vi svegliate dal trance, c'è un vostro amico che vi aspetta in platea-
Come un sol uomo i due si precipitarono sul palco, e laggiù in prima fila videro un'alta figura aggraziata sdraiata su un sedile
- Venite, abbiamo molto da fare noi tre,-
Sorrise Chiaroscuro alzandosi. Ecco, ora tutto andava a posto, proprio a posto;
- Andrà tutto meravigliosamente bene-
considerò Green avviandosi di corsa dietro ad Acx. Quando lo raggiunse, vicino all'amico, i loro sguardi si incrociarono
- Credi?!...-
Mormorò Acx lasciando inespressa una frase che Green conosceva:
- Non lo so-
rispose lei, non lo sapeva, un sogno? realtà? Non si sentiva in grado di rispondere, solo Acx sentiva una presenza luminosa in se, una presenza fredda:
- Niente sogni-
Mormorò il fatuo, Green lo udì e finalmente i due sorrisero sollevati: mondo di incognite appassionanti si apriva di fronte a loro.
FINE

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