Marzia Capoferri
Presentazione: Marzia Capoferri si è formata inizialmente al Liceo Artistico di Lovere, un piccolo paese della provincia bergamasca che si affaccia sul quieto (ma spesso inquietante) Lago d’Iseo. Diplomatasi all’Accademia Delle Belle Arti di Brera, dimostra una promettente impermeabilità ai condizionamenti ed alle semplificazioni dell’insegnamento accademico.
Sia in pittura sia nelle arti plastiche la sua tecnica compositiva rispetta le regole fondamentali del metodo analitico: ogni suo lavoro ha inizio con la stesura o la costruzione di un dettaglio che viene poi sviluppato liberamente, seguendo il corso di una progressiva intuizione fino al completamento dell’opera. Nel suo studio non troverete ne progetti ne schizzi, ma solo opere finite o in corso di completamento. Di carattere estremamente introverso e riflessivo, ma capace d’imprevedibili spunti di grande drammaticità emotiva, in lei prevale ancora quell’istinto primigenio e pagano all’arte come spiegazione del sentimento.
Inconsapevole veneratrice della Natura (con la N maiuscola) ama visceralmente il lago, ma soprattutto la foce del fiume Oglio, meta di silenziose passeggiate con i fedeli compagni a quattro zampe (Zelda, una femmina di pastore tedesco, e Trudy un grosso meticcio di Husky,) che porta ovunque con se. Dalle rive e dall’alveo del fiume attinge, altre che il materiale con cui realizza molte delle proprie opere, l’atmosfera inquieta e silente che vi è trascritta.
Invito alla lettura: morbide onde incise su un blocco di pietra malamente sbozzato.
Fragili artigli di vetro multicolore che pendono da una gabbia d’acciaio brunito. Lingue di luce opaca tracciate sul fondo di un tetro canovaccio dai contorni sfilacciati. Bastano pochi sguardi per sentire che nei lavori di Marzia è intrappolato il disagio. La pietra scarnificata, gli oggetti raccolti durante le passeggiate al fiume, il disamore per simmetria e geometricità.
Sono questi i tratti più caratteristici della produzione di Marzia Capoferri.
Ti invito ad accostarti a queste opere senza pregiudizio, cercando di scorgere in loro tutto ciò che per Marzia rappresentano, non il mondo, ma il sentimento del mondo.
Ivan Agliardi

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